(foto depositphotos)
Buonanotte

Loffia la bufera

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È arrivato l’atteso sms: oggi mi vaccinerò con Astra Zeneca 48 ore dopo che tale tipo di vaccinazione è stata sospesa fino a nuovo ordine per i militari e le forze dell’ordine. Forse è giusto: pare abbia causato ben 18 trombosi fatali su 32 milioni di dosi inoculate. Meno dell’aspirina, meno della pillola anticoncezionale, ma mettetevi nei panni del burocrate che ormai è diventato ogni generale dell’esercito: parola d’ordine, mutande di piombo.

Primo dovere, pararsi il culo. Altrimenti si va a finire sotto processo come chi ha mandato i nostri soldati in Kossovo negli anni ’90 a sparare proiettili americani all’uranio impoverito. 7600 militari ammalatisi di leucemia e 366 morti, senza contare i civili colpiti. E si sapeva già: era successo lo stesso ai soldati americani in Iraq. Vent’anni di processi, 119 condanne, 352 casi in corso di giudizio, ma il Ministero della Difesa non riconosce ancora il nesso. E comunque non vuole aprire un secondo fronte interno per eventuali morti da AstraZeneca.

Niente vaccino per le divise, crepino pure i civili che si fidano. Io mi fido. Tanto, non ho alternative. Ogni giorno rischio la morte per Covid, tanto vale rischiarla per un vaccino che forse me la eviterà. Dopotutto sono scampato a tutti i vaccini infantili, ai giochi nel fango, ai “contatti” senza preservativo, alle bevute goliardiche dalla stessa bottiglia, al latte appena munto, alle bòje panatére delle cucine di certe piòle di un tempo, che mi farà mai l’AstraZeneca?

Sui social è pieno di gente che lo sconsiglia perché “non sai cosa c’è dentro” oppure “vedrai fra 10 anni cosa ti succede”. Io sarei già contento di arrivarci vivo e lucido, al 2031. Anche con la barba fosforescente.

collino@cronacaqui.it

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