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VANCHIGLIETTA

L’oca Dafne sparita nel nulla, ma arrivano due nuovi pennuti

Ponte e Regina sono state liberate ieri da un residente di zona

A metà giugno, la misteriosa sparizione di Dafne aveva lasciato Lungo Po Antonelli con una sola oca superstite, Calipso. A distanza di due mesi, i pennuti sulle sponde del fiume sono diventati tre, grazie al bel gesto di un residente di zona. E così, Vanchiglietta abbraccia Ponte e Regina, liberate da Maurizio, un abitante del quartiere che ieri pomeriggio le ha lasciate sul ponte di corso Regina Margherita – da qui l’idea di chiamare così i due volatili appena arrivati – per la gioia dei tanti curiosi che sono subito andati a vederli. Trattati di due oche che hanno sempre vissuto in regime di semi-libertà, e la speranza è che si possano ben adattare alla loro nuova collocazione.

Nella zona ci sperano davvero tutti quanti, soprattutto dopo la brutta fine dell’oca Guendalina e la sparizione di Dafne. Guendalina, cinque anni fa, era stata azzannata mortalmente da due cani pitbull senza guinzaglio né museruola. Ancora scossi per la triste fine del povero pennuto, i residenti di zona Vanchiglietta avevano così abbracciato Dafne e Calipso, che provenivano da un agriturismo di Asti ed erano state liberate sul Lungo Po Antonelli dai membri del gruppo Facebook “Curiosità di Torino”. Il borgo le aveva adottate come mascotte, ma le due oche erano diventate famose un po’ in tutta la città.

Quando le vedevano passeggiare e starnazzare per il Lungo Po, i frequentatori del fiume le immortalavano sempre con smartphone e macchina fotografica, e a loro piaceva eccome mettersi in posa. I due volatili erano davvero inseparabili, ma due mesi fa Dafne è sparita nel nulla e nessuno l’ha più trovata. Eppure il quartiere si era mobilitato per le sue ricerche: chi risaliva il fiume, chi percorreva il Lungo Po in bicicletta e chi chiedeva notizie ai negozianti della zona. Tutto inutile, purtroppo.

Adesso, da ieri pomeriggio sulle rive del fiume ci sono Ponte e Regina e ovviamente tutti sperano che possano restarci per lungo tempo. «Vorrei che il quartiere le adottasse – dice Maurizio, il residente che le ha liberate -, controllandole e portando loro del cibo. Trattasi di due oche molto docili».

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