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Buonanotte

Lo yo-yo

Il pensionato, alla fin fine, non vive male. Anche se in molti casi tribola a tirare avanti, ha la certezza d’incassare quel tot il 27 d’ogni mese. Nel settore pubblico, dove si usa promuovere chi va in pensione per alzargli il coefficiente, il privilegio è ancora più evidente. E i lavoratori fantasma? I portuali di Taranto, i falsi forestali calabri, i falsi ferrovieri siculi, i falsi monnezzari partenopei, i falsi stradini “addetti ai lavori socialmente utili”, gli uscieri pubblici che nella migliore delle ipotesi lavorano “distaccati” nei partiti e nei sindacati (o negli staff dei politici), e nella peggiore danno solo il voto in cambio della paga?

Lavori finti, ma pensioni vere! Quante pensioni paghiamo, infine, a chi ha versato poco o nulla? Intanto le sociali. Poi le “baby” di una volta. Poi le “slitte”, ovvero i prepensionamenti degli esuberi, concessi in nome della pace sociale. Poi tutte le pensioni prese coi condoni Inps e coi vari “riscatti speciali” tipo Legge Mosca quella che nel 1974 permise a 50mila funzionari e galoppini politici di arraffare la pensione riscattando a costo ridicolo non solo gli anni trascorsi nei partiti o nei sindacati (su semplice dichiarazione degli stessi), ma persino quelli passati sui banchi di scuola.

Ora c’è il reddito di cittadinanza. Migliaia di ucraine e ucraini clandestini, in Italia da anni e occupati come badanti o colf in nero, stanno “facendo lo yo-yo”. Vanno in Romania e si fingono profughi di Zelensky. Come tali tornano qui, e ottengono il permesso di soggiorno e il salario di cittadinanza. Però, prima di indignarvi per tutti gli esempi fin qui fatti, chiedetevi con sincerità: al loro posto non l’avreste fatto anche voi?

collino@cronacaqui.it

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