STRADA SETTIMO

Lo Stura è invaso dai tronchi. «L’ultima pulizia 19 anni fa»

I residenti: «Tutti quei rami potrebbero danneggiare la diga»

Isolotti di fortuna giganteschi, tronchi ammassati sui ponti. Senza dimenticare quelle sponde che ancora gridano aiuto, invase dai rifiuti della vecchia baraccopoli di lungo Stura Lazio ormai sgomberata da anni. Lo stato dei nostri fiumi continua a destare molta preoccupazione. Se lungo la Dora e il Po gli interventi, di recente, non sono mancati, la stessa cosa non si può dire per lo Stura che continua a soffrire tra rifiuti e abbandono. Inoltre dall’ultima terribile alluvione che colpì il Piemonte nel novembre del 2016 sono passati quasi due anni, A preoccupare sono principalmente i tronchi che giacciono sull’alveo del fiume, in corrispondenza dei ponti. Questi, oltre a rischiare di formare una diga che impedirebbe il passaggio dell’acqua, spingono sulle colonne dei ponti, danneggiandoli inevitabilmente.

«Sono anni che il problema persiste – denuncia Rossano Massetti, presidente del comitato spontaneo di quartiere Bertolla -. L’ultima pulizia dell’alveo del fiume risale a dopo l’alluvione del 2000. La paura è che se ci fosse una piena improvvisa i tronchi potrebbero scontrarsi con la diga del Pascolo e creare una barriera con conseguente fuoriuscita d’acqua».

Il problema è da anni all’attenzione delle istituzioni che continuano a rimbalzarsi le competenze. «Speriamo che non si arrivi alla stessa situazione del 2000 – continua Massetti – causata dall’incuria e dalla manca attenzione verso lo stato di salute dei fiumi. Sfidare la sorte non è mai una buona mossa». Il conto, inoltre, potrebbe salire anche tenendo conto della questione via Germagnano. Lì dove il campo rom è ancora presente l’accumulo dei rifiuti continua a essere un grosso problema anche per le acque, ormai inquinante da plastica e da macerie.

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