Stabile
Spettacolo Tempo Libero
LA PRIMA

Lo Stabile riparte dal Gobetti senza red carpet e per 80 fan

La stagione invernale del teatro torinese inizia il 6 ottobre con “Anello forte”

Non ci sarà un red carpet per i Vip martedì sera fuori dal Teatro Gobetti in occasione della prima di “Anello forte” che inaugurerà la stagione dello Stabile. «Non ce lo possiamo permettere in tempo di Covid – spiega il direttore Filippo Fonsatti – e, in ogni caso, non lo avremo allestito per lasciare gli unici 80 posti disponibili ai torinesi, al nostro pubblico». Sarà una prima anomala quella che il 6 ottobre darà il via ai tre mesi del cartellone dello Stabile la quale, in maniera del tutto eccezionale, si terrà, appunto, in via Rossini e non in piazza Carignano. Il cambio di marcia in seguito al rinvio di “Sguardo dal Ponte” a causa del contatto di alcuni attori della compagnia con una persona positiva al coronavirus.

Una storia che ormai, purtroppo, si ripete in qualsiasi realtà ma che non ha assolutamente fermato il teatro di piazza Carignano. «Noi siamo attivi ininterrottamente dal 15 giugno – spiega ancora Fonsatti – quando abbiamo inaugurato gli spettacoli di “Summer Plays”. Poi abbiamo avuto “Blu Oltremare” al Combo e adesso siamo tornati con TorinoDanza le cui repliche sono sold out ogni sera. E anche la stagione dello Stabile sta andando molto bene con 2.000 abbonamenti venduti in sole due settimane. Ci auguriamo che le cose procedano per il meglio, ci siamo già messi al lavoro per programmare il resto della stagione che andrà da gennaio a luglio senza fermarsi».

Intanto, innegabile l’emozione per il rientro in sala che porterà sul palcoscenico Laura Curino e Lucia Vasini impegnate nel testo di Nuto Revelli in omaggio ai cento anni dalla sua nascita. Si tratta di un’opera forte dal punto di vista drammaturgico che racconta un’Italia contadina e il ruolo delle donne all’interno di essa. Ruvide, ironiche, taglienti, le donne si raccontano senza mai indulgere a compatirsi, anzi, cercano sempre l’aspetto divertente e paradossale delle loro vicende. La tenerezza viene mascherata con pudore e quando emerge commuove.

La regista Anna Di Francisca intreccia le interviste fatte da Revelli a materiali di repertorio del Polo del ’900 di Torino, dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa e della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Ivrea relativi alla vita delle donne in quegli anni, così come con le foto scattate da Bruno Murialdo e altre fonti di repertorio sul lavoro femminile e sull’emigrazione, senza dimenticare l’importante contributo della musica originale composta da Paolo Perna. Al Carignano, infine, si tornerà il 20 ottobre con “La casa di Bernarda Alba” di Federico García Lorca, per la regia di Leonardo Lidi.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo