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Cronaca
LA STORIA Le confessioni di Gino San: «Tutto iniziò nel 2015, ora vuole trasmettermi un messaggio»

«Lo spirito di Rol mi ha contattato». Una chiave piegata il primo segnale

Il commerciante ne è sicuro: il sensitivo scomparso 23 anni fa vuole mettersi in contatto con lui

Gustavo Adolfo Rol fa parlare di sé anche a 23 anni di distanza dalla morte. Una “voce” forte e chiara, quella del sensitivo torinese. Almeno, secondo Luigi Ventura, commerciante di via Arcivescovado 5/B noto con il soprannome di Gino San.

Ventura, sui “poteri” di Rol ci metterebbe la mano sul fuoco. E la prova è custodita in una teca che egli conserva con particolare devozione: è una chiave piegata, contorta da una potente energia. Gino San non ha dubbi: «È stato Rol».

Sì, perchè Rol è tutt’oggi famoso per i singolari “esperimenti” che conduceva nel suo appartamento di via Silvio Pellico. E Gino San, che di professione fa l’erborista, dice che Rol vuole mettersi in contatto con lui. Ognuno è libero di crederci o no, ma quella chiave è piegata davvero.

Lui, Gino San, all’inizio ci ha fatto una risata: «Se è Rol, lo rifaccia. Lo aspetto al varco», pensò, in quel fatidico 20 giugno 2015, e fece raddrizzare la chiave dal figlio. Mezz’ora dopo – testimonia lui, mostrando le fotografie del cellulare – la chiave era di nuovo piegata su se stessa.

Quando gli viene chiesto perché sia convinto che a fargli quello scherzetto sia stato Rol, Gino San spiega che a rivelarglielo fu il maggiordomo del sensitivo, Arturo Bergante, abituato a vederne di tutti i colori nei 30 anni in cui fu al servizio di quest’uomo, figlio di un ricco avvocato che divenne famoso perché nulla, attorno a lui, sembrava rispettare le regole della fisica.

Rol, infatti, è noto per i singolari esperimenti nei quali mutava forma, attraversava le pareti, leggeva nei libri chiusi, dipingeva senza toccare i pennelli. Un mago? Un bravissimo illusionista? Piero Angela lo giudicò con parole di fuoco.

Eppure, ancora oggi c’è una nutrita schiera di persone che crede ai poteri paranormali di Rol; paranormalità che, per lui, era “normalità”, come riferirono i testimoni dei suoi bizzarri esperimenti. Per loro, quell’uomo dallo sguardo magnetico e dallo spiccatissimo accento torinese, era un curioso enigma. Dunque, Rol – o, meglio, il suo spirito – si vorrebbe mettere in contatto con un erborista? Chissà. Gino San sostiene che nell’anniversario della nascita di Rol, sul suo telefono sono comparse delle chiamate a nome Rol. Insomma, un qualunque appassionato “rolliano” in via Arcivescovado troverà pane per i suoi denti: oltre alla chiave piegata ci sono anche delle bottiglie di vino appartenute al leggendario sensitivo. Gino San, che nemmeno ne conosceva l’esistenza, dopo il giochetto della chiave sostiene che Rol gli voglia trasmettere un messaggio. E vuole organizzare un incontro con tutti gli appassionati, per un convegno in cui racconterà questa ed altre storie.

«Sì, sto cercando di organizzare una conferenza in cui raccontare questi ed altri fenomeni legati a Rol, ma devo conoscere altre persone – spiega – lo scopo è quello di spiegare anche la filosofia di Rol, che auspicava gli “stati uniti del mondo”. Per questo, invito chi vorrà partecipare a contattarmi, venendo in negozio in via Arcivescovado».

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