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Operazione della squadra mobile

Lo spaccio di droga era un affare di famiglia: marito e moglie arrestati a Torino

La base d’appoggio per il traffico era un negozio di parrucchiere in corso Giulio Cesare. La cocaina veniva “timbrata” per avere la garanzia della qualità della merce

Era una vera e propria impresa a gestione familiare, specializzata nella vendita all’ingrosso di cocaina, quella scoperta dal “falchi” della squadra mobile di Torino. Quattro le persone arrestate, fra le quali marito e moglie nigeriani e due “ovulatori” connazionali di 20 e 25 anni. Sequestrati una settantina di ovuli di cocaina purissima e contanti per oltre 7.300 euro.

IL BLITZ DELLA POLIZIA IN VIA CUNEO
L’attività criminale ruotava attorno a uno stabile di via Cuneo. Ed è qui che sono entrati in azione i “falchi” della mobile torinese.  Secondo quanto accertato dagli investigatori, una volta arrivata in Italia, la droga veniva siglata con numeri e lettere per identificare sia il produttore sia il compratore. Una sorta di tracciabilità, di filiera dello stupefacente, per avere la garanzia della qualità della merce smerciata dalle quattro persone arrestate a Torino.

LA DROGA VENIVA TIMBRATA
E’ la prima volta che il timbro viene trovato nel capoluogo piemontese su droga ingerita; sino ad ora era stato trovato solo su grosse partite e legato alla provenienza geografica dello stupefacente. Gli ovuli sequestrati dai ‘falchi’ della squadra mobile, 75 in tutto, venivano nascosti in diverse parti del corpo. Grace Okosun, ventenne di origine nigeriana, aveva nascosto nell’imbottitura del reggiseno undici ovuli con circa 130 grammi di cocaina purissima. Emmanuel Linus, 25enne anche lui di origine nigeriana, aveva nascosto nel corpo 54 ovuli. La base d’appoggio per il traffico era un negozio di parrucchiere in corso Giulio Cesare.

 

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