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L’ULTIMA INTERVISTA

Lo scrittore racconta di sé e crea una magica alchimia

Il libro di Eskhol Nevo finalista al Bottari Lattes Grinzane

Se è vero che gli scrittori parlano spesso di ciò che conoscono meglio, ossia loro stessi nella gran parte dei casi, è altrettanto vero che Eshkol Nevo parlando di se stesso in realtà parla di qualcuno che conosce poco, che non riconosce, ed è quindi una magica alchimia che si produce nel suo “L’ultima intervista” (Neri Pozza, 18 euro; ebook 9,99 euro), il suo romanzo inserito tra i finalisti del Premio Bottari Lattes Grinzane.

Il meccanismo è quello di una lunga intervista, tante domande cui lo scrittore, che è Eshkol stesso o forse no, fornisce lunghe risposte, molte delle quali diventano racconti nel racconto di una vita. Perché Nevo non si riconosce più, a partire dal fatto che un tempo si alzava felice «e ora mi alzo sempre triste», soffre di distimia, un malessere che non sfocia mai nella depressione vera e propria. E sente dolore al cuore, al suo «cuore posteriore», un cuore del cuore.

Il nostro scrittore è sposato e ha tre figli, ma la sua vita, alle soglie dei cinquant’anni, è a un punto di svolta. Per tutta la narrazione c’è un lungo anelito a che la moglie Dikla torni ad amarlo, o almeno a sopportarlo. Le ha confessato un’avventura sessuale in Colomba, per provocarla, per spronarla, o forse l’ha sola inventata, quando invece sarebbe stato semplice svegliarla e dirle di amarla e far l’amore con lei. La figlia maggiore è andata a vivere in un collegio nel kibbutz e il piccolo è il tesoro ultimo da guardare dormire, temendo la lontananza, la separazione che incombe. L’amico di sempre, Ari, si sta spegnendo per una grave malattia, mentre di un compagno di gioventù si sono perse le tracce e c’è l’ossessione di trovarlo, cercandone il volto in giro per il mondo.

Ai dolori dell’anima si accompagnano quelli del corpo, così come a ogni domanda si accompagna una risposta che parte da un racconto, crea un racconto ed è qui che si compie la meravigliosa alchimia che si diceva.

Meravigliosa la storia del karma che porta dolore all’uomo tradito e la guarigione quando è la moglie, traditrice, a soffrire, accudita da lui. E la ragazza incontrata per puro caso in strada che cerca la soldatessa che le ha colpito il cuore poche ore prima.

E ci sono i libri, la musica, c’è il “rivale”, sotto forma di quarta di copertina che campeggia dal comodino della moglie, ossia l’immaginario scrittore svedese di thriller Axel Wolf, depositario di un duplice segreto.

C’è tanta letteratura, di quella buona, di quella salvifica, nella lunga vita che giunge a un punto che se non è di scelta certo è di cambiamento, in cui tutti sembrano tornare, manifestarsi, nel cosmo della mente e del cuore.

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