Olimpiadi 2026: Torino esclusa, il Coni ufficializza la candidatura Milano-Cortina. Nella foto, Malagò
Il Borghese

Lo schiaffo di Malagò

A leggerla così è quasi irritante. Un’offerta che il Coni ci ha fatto nel suo dossier per la candidatura unitaria di Torino, Milano e Cortina per le Olimpiadi 2026. Perché Malagò e soci ci hanno concesso le briciole, a noi che siamo l’ultima città in Italia ad aver ospitato dei Giochi olimpici. Se l’Italia dovesse ottenere la candidatura – e non è detto – a Torino verrebbero graziosamente concessi solo l’hockey maschile e il pattinaggio di velocità, oltre ad uno dei palchi per le premiazioni, mentre alle nostre montagne – e limitatamente al Sestriere – lo slalom speciale. Basta, finita. Un’offerta talmente povera che, a bocce ferme, ci fa sorgere il dubbio sul senso di questa trinariciuta alleanza che sa tanto di schiaffo per la nostra città. E che anzi calpesta l’esperienza del 2006, strizzando l’occhio a chi sì ha avuto l’Expo nel 2015 ma che di certo non potrà costruirsi le montagne entro il 2026. Il compitino di Malagò ha persino aspetti irrazionali, come giustamente li ha definiti il presidente Sergio Chiamparino: che senso ha costruire un nuovo impianto di bob a Cortina quando già esiste quello di Cesana che invece è stata brutalmente tagliata fuori? Un’amarezza che in onestà non stupisce. Con queste decisioni il Coni ha preso atto di settimane di litigi, conte interne alla maggioranza a Cinque Stelle, annunci e smentite, mentre in Comune non avevano i numeri per approvare una candidatura forte. Non un bello spettacolo, se visto da Roma. Dove evidentemente devono aver pensato che se tanto vale rischiare, meglio farlo con compagni di viaggio un po’ più affidabili.

fossati@cronacaqui.it

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