I BAFFI DA ADELPHI
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I BAFFI

Lo scherzo diventa un incubo se il mondo non ti riconosce

Da Adelphi una nuova edizione per il romanzo di Emmanuel Carrére

Milan Kundera ci insegna che alle volte gli scherzi hanno conseguenze molto gravi. Ed è così che uno scherzo diventa un incubo per un uomo che decide di tagliarsi i baffi che porta da lungo tempo per fare una sorpresa alla moglie Agnes. Che immagina la sua reazione, prima che lei torni a casa, e quella dei suoi amici. Ma nessuno si stupisce, nessuno nota cambiamenti in lui. Agnes arriva addirittura ad affermare di non aver mai visto quei baffi che lui si sarebbe tagliato.

Torna in una nuova edizione, e una nuova traduzione di Maurizia Balmelli, “I baffi” (Adelphi, 17 euro; ebook 9,99 euro) di Emmanuel Carrere. Uscito in prima edizione nel 1986, diventato un film nel 2005 interpretato da Vincent Lindon ed Emmanuel Devos, è un romanzo dagli echi pirandelliani che ci riporta alla prima parte della carriera letteraria di Carrere e ci restituisce la visione del mondo dell’autore bestseller de “L’amore sospetto”, “L’avversario”, “Limonov” e di “Vite che non sono la mia”. Quel mondo “fuor di squadra” dove il confine tra realtà e immaginazione è quanto mai sfumato.

In un crescendo di elucubrazioni ci troviamo dentro le supposizioni cervellotiche del protagonista che cerca le foto in cui è ritratto con i baffi, ma neppure quello sarà utile a dimostrare che aveva i baffi. E il passo che lo porterà a convincersi di essere vittima di un complotto è breve. Quando sua moglie gli dice: “Sai bene che non hai mai avuto i baffi. Smettila, per favore” il protagonista arriva a pensare che lei sia impazzita, di essere diventato pazzo lui o che lo siano tutti i suoi amici. In questo breve romanzo di Carrere si ritrovano anche le atmosfere visionarie e paranoiche di Philip K. Dick a cui lo scrittore ha dedicato il ritratto “Io sono vivo, voi siete morti” in cui il complotto è grande protagonista. Ma è la paranoia la nota dominante de “I baffi” in cui la banalità del quotidiano viene stravolta e smascherata, dove il protagonista è preda di folli pensieri che vorrebbero riportare alla razionalità qualcosa che ormai viaggia nel territorio dell’irrazionale.

Alla fine al protagonista non resta che la fuga. Ma servirà fuggire o sarà la via per raggiungere il punto di non ritorno? “Fece un gran respiro, l’ultimo, poi aprì la porta e attraversò il soggiorno di corsa, senza guardarsi attorno” racconta Carrere del suo eroe baffuto che se ne va di casa “scendendo i gradini a quattro a quattro, con il sangue che gli pulsava nelle tempie, mentre la moglie lo chiamava sporgendosi dalla ringhiera”.

Macchinazioni e piani di difesa diventano la realtà di quest’uomo in fuga che per essersi tagliato i baffi ha visto andare all’aria la sua vita.

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