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Cronaca
VIA VERONESE

L’Ivest devastato dai vandali: arriva un bando per salvarlo

Per far pervenire le offerte per l’impianto c’è tempo fino al 28 gennaio 2022

Distrutto dai vandali e svuotato del rame. Per l’impianto Ivest di via Veronese, compreso anche tra via Massari e via De Marchi, si tenta di nuovo la strada del bando. La procedura termina a fine gennaio e la Città, come è normale che sia, spera di trovare un nuovo concessionario. Le offerte dovranno pervenire entro le 12 del 28 gennaio 2022 all’ufficio Protocollo Generale di Palazzo Civico in piazza Palazzo di Città 1. «Condividiamo la procedura tecnica – spiega il presidente della Circoscrizione 5, Enrico Crescimanno -, e ci auguriamo che questo impianto, molto ambito, possa avere un futuro radioso». Per il coordinatore allo Sport della 5, Luigi Borelli «si tratta di un bando con condizioni agevolate. Con l’auspicio che l’operazione vada in porto, è una battaglia che intendiamo vincere». Il nuovo bando presenterà delle novità. Per esempio l’offerta relativa al canone, per la parte sportiva, potrà essere ridotta fino ad un massimo dell’80%. Per facilitare, e incentivare, l’operazione.

La situazione
Se il vecchio impianto, di proprietà di privati, è ridotto a un rudere il nuovo (in via Veronese, appunto) non se la passa benissimo. Da due anni si continua a parlare di un suo futuro e di una sua stabilizzazione. Per questo la Città opta oggi per un nuova concessione, nella speranza di trovare un acquirente che rimetta in sesto la struttura che conta un campo da calcio a 11 in erba sintetica, due campi da calcio a otto, un edifico con spogliatoi, infermeria, magazzino, uffici, sala polivalente, bar, servizi igienici, cucina, centrale termica, oltre a una biglietteria, due tribune e un dehors. L’Ivest sarebbe dovuto rinascere nell’estate del 2019, ma il Covid, prima, e gli atti vandalici, dopo, hanno rovinato tutto. Sempre due anni fa, tra le altre cose, l’assessorato allo Sport della precedente Giunta aveva dato il via libera all’assegnazione dell’impianto, sotto la guida di un’associazione del territorio. Ma le successive verifiche fiscali hanno fatto saltare il progetto.

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