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IL FEMMINICIDIO

Dopo una lite con un uomo uccisa e lanciata nel dirupo: i segreti della bella casalinga

Il ritrovamento del cadavere rappresenta nella metodologia delle indagini investigative uno degli istanti primordiali nella ricostruzione di un caso. L’ultimo momento per il nostro attore criminale, ma il primo per coloro cui sono affidate le indagini di un fascicolo che si apre con l’iscrizione di una notizia di reato che comporta fondamentalmente nel nostro ordinamento l’informazione dell’autorità giudiziaria della stessa informazione di reato in questione. Proprio come il caso dell’omicidio del corpo ritrovato ieri in provincia di Palermo, nelle campagne tra Bagheria e Ciminna.

Il cadavere che è stato rinvenuto è quello di Angela Maria Corona, di quarantasette anni, la cui scomparsa era stata segnalata proprio un paio di giorni prima.

Erano in corso le ricerche da parte del nucleo investigativo dei carabinieri della compagnia di Bagheria quando è stato ritrovato il corpo senza vita della donna in un dirupo nella strada provinciale 16 che collega Casteldaccia a Bagheria. Sul luogo sono da subito intervenuti il medico legale e il pm di turno della procura di Termini Imerese Ambrogio Cartosio e il sostituto Daniele Di Maggio. Non è tuttora chiaro come sia stata uccisa, giacché il corpo della donna dovrà essere recuperato nelle prossime ore. Gli inquirenti stanno indagando in tutte le direzioni, compresa quella di una lite in ambito familiare che al momento non è da escludere. È chiaro che ai fini di una miglior analisi possibile sul caso, è necessario perfezionare il patrimonio informativo intorno alla persona che scompare fino al momento della sparizione rinforzandolo di ulteriori elaborazioni che diano valore aggiunto ai dati raccolti fino alla valutazione delle fonti più attendibili cui si sommeranno senz’altro le informazioni dall’esame autoptico.

È indispensabile scandagliare ogni ipotesi per trarre elementi utili per una più proficua razionalizzazione e pianificazione delle operazioni di analisi; da qui parte il vero intervento sui tempi e sulle risorse funzionali del caso.

È chiaro così che la gestione della vittima scomparsa, e in questo caso poi, con il conseguente rinvenimento del corpo, debba tenere conto a 360 gradi della sua sfera sia personale e del suo vissuto storico, sia anche dell’elaborazione attenta del profilo psicologico e comportamentale della vittima stessa in relazione al contorno interpersonale con le identità del suo quotidiano. Da qui, secondo il consueto iter di apertura della fase delle indagini, il pubblico ministero eseguirà, per conto della procura, tutti gli accertamenti del caso e, condotto l’attento sopralluogo con la collaborazione specifica della sezione scientifica del nucleo operativo, disporrà il sequestro dell’area di interesse, procedendo all’esame autoptico con l’aiuto del consulente medico legale per l’effettuazione dell’autopsia, il cui esame sarà fondamentale al fine di accertare causa e ora della morte. Elementi che risultano essere fondamentali in casi come questo. Si riusciranno ad inquadrare più supposizioni a partire da una scena del crimine che sembrerebbe già dire tutto, quando invece potrebbe prospettare ipotesi impensabili come potrebbe essere nel caso della signora Corona, ma staremo a vedere. Nei prossimo giorni i primi interrogatori e il mistero sarà meno fitto.

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