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Morsi, pistole, minacce di morte in famiglia per un’eredità

Lite per la casa a colpi d’ascia

Il giudice vieta a due sorelle di avvicinarsi a meno di tre metri

«Appena lo becco nel bosco lo faccio fuori». «Chiamo la camorra e vi faccio saltare in aria». Botte, morsi, colpi d’ascia e bastone, secchiate d’acqua. Persino un cartello, appeso sul cancello e dedicato alla moglie del rivale, con scritto: «Pazza squilibrata». Da sei anni due sorelle – e i rispettivi mariti – che abitano in due case confinanti nella provincia di Torino, litigano affrontandosi con armi.

Dopo l’ultima baruffa, del 22 giugno, in cui uno dei cognati finisce in ospedale a Rivoli, il pm Stefano Castellani – titolare dell’indagine per stalking condominiale – a luglio ottiene dal gip la misura del divieto di dimora per una delle due coppie, querelata per atti persecutori e lesioni da uno dei due cognati.

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