mascherine
Il Borghese

L’isteria è fuori luogo

Il grande affare di queste settimane sono le mascherine antivirus. Vanno a ruba in farmacia e persino in ferramenta. Si cercano le confezioni “famiglia” e non si lesina sul prezzo. Una corsa che di fatto dimostra che la paura c’è. La paura di quella influenza che ha paralizzato la Cina e sta agitando il mondo. Sullo sfondo le grandi epidemie del passato, dalla Spagnola che seminò milioni morti negli anni Venti, alla Sars, alla febbre suina, fino all’Ebola nel 2016. Questo temibile coronavirus che scatena febbri alte e ha già ucciso più di un centinaio di persone, infettandone migliaia, di fatto fa venire la pelle d’oca solo a pronunciarne la parola.

E poco importa che il focolaio sia nella lontanissima Cina: l’informazione, accelerata dal web e dai social ci martella giorno e notte e non favorisce il sonno. Casi acclarati in Francia, in Germania, una nave da crociera con seimila persone a bordo ferma nel porto di Civitavecchia che rischiano la quarantena per due orientali provenienti da Hong Kong che hanno la febbre alta e sintomi preoccupanti di infezione. E poi quella donna, ormai fuori pericolo nell’ospedale di Alessandria… L’elenco che alimenta la psicosi è lungo, nonostante la fermezza delle autorità sanitarie che escludono rischi e la preparazione dei nostri infettivologi che hanno già attivato speciali protocolli. Per capirlo basta badare alle minute cose, dalle mascherine ai ristoranti cinesi semivuoti, ai market e ai parrucchieri che non fanno più affari nonostante i prezzi stracciati. Un’esagerazione, è evidente. Serve prudenza e sono i medici stessi a predicarla e la prevenzione è sempre benvenuta. Ma l’isteria che in qualche caso abbiamo toccato con mano tra la gente, è davvero fuori luogo.

fossati@cronacaqui.it

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