Una donna al timone del Pinasca: intervista a Maria Barbero
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L’INTERVISTA. La donna del pallone: un cuore di mamma per il sogno Pinasca

«Ho iniziato perché mio figlio era alla scuola calcio. Noi siamo una Cenerentola, però mai dire mai…»

C’è una favola in Val Chisone che val la pena raccontare tanta è la sua bellezza e unicità. Questa infatti è la storia del Pinasca, piccola società dilettantistica pinerolese attualmente nei quartieri alti della Prima categoria, nata nel 1990 e capace in pochi anni di ritagliarsi la scena nel calcio di provincia. Alla testa di questa curiosa realtà però non c’è un uomo, bensì una donna, la presidente Maria Barbero che circa cinque anni fa ha raccolto il testimone lasciatogli in fede da Andrea Serafin.

Una donna dunque al comando del Pinasca che in poco tempo ha visto la sua cenerentola salutare la Seconda categoria grazie alla Coppa Piemonte vinta sorprendentemente tre anni fa a Orbassano contro il Carrara 90 con in panchina il “Ferguson” Umberto Falco, tecnico da sempre fedele alla causa biancazzurra che ora sogna di approdare ai play off come ammesso dalla stessa Barbero, sognatrice e desiderosa di portare questa favola sempre più in alto.

Benvenuta presidente. Innanzitutto che cosa ci fa una donna nel calcio dilettantistico?

«Sono entrata qui al Pinasca circa dieci anni fa quando mio figlio Mattia ha cominciato a giocare nella scuola calcio. Da lì non me ne sono più andata, sono diventata dirigente e ora mi ritrovo a gestire questa bellissima realtà».

È stata subito accettata dall’universo maschile?

«Mi rendo conto che non è facile stare in un ambiente prettamente maschile, ma io qui non comando, cerco solo di far capire le cose. Qui i ragazzi mi vedono come una figura giusta, in più non sono sola perché le fidanzate dei giocatori mi stanno vicine e la domenica sono sempre in prima linea per tifare il Pinasca».

Che ruolo ha il Pinasca nella Val Chisone?

«Noi siamo la cenerentola della Valle. Siamo la società nata per ultima, la più giovane, ma credo che siamo quella che si diverte di più. Qui accogliamo tutti, siamo molto legati al territorio, ma da noi giocano anche ragazzi che arrivano da Villar Perosa e Perosa».

Parlando della stagione attuale, se l’aspettava questo quinto posto?

«Ogni anno è una sorpresa. Già essere in Prima categoria per una realtà come la nostra, sostenuta dal Comune e da qualche sponsor, è un lusso. Senza dubbio questo quinto posto è meritato, ma stiamo con i piedi per terra».

Sogna la Promozione presidente?

«Sì, è un nostro sogno. Ovviamente a tutti piacerebbe fare il salto, ma c’è tanta differenza dalla Prima categoria alla Promozione e se realtà più attrezzate come Perosa e Villar Perosa negli anni hanno stentato figuriamoci noi, detto ciò però mai dire mai».

Le piacerebbe unirsi a Villar Perosa e Perosa per dar vita a un’unica squadra della Valle?

«Onestamente no. Nessuno di noi tre è pronto per una fusione, c’è troppo campanilismo e competizione, amiamo troppo questi derby, è anche vero che una possibile unione potrebbe portare a una squadra molto forte, ma per ora noi pensiamo solo al Pinasca e a nient’altro».

 

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