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Economia
IL CASO

Lingotto, l’Automotoretrò se ne va: ora è allarme per il Salone del Libro

Turismo Torino va verso un cambio di governance per attrarre eventi fieristici e congressuali

«Ce ne andiamo da Torino». Sono bastate poche parole, pronunciate dagli organizzatori di Automotoretrò per far tornare a galla uno dei peggiori incubi della città di Torino. Perdere i grandi eventi. La Gl Events, società privata che gestisce gli appuntamenti del centro congressi del Lingotto, avrebbe aumentato l’affitto di 300mila euro e da più parti, è arrivata la richiesta che il Comune e la Regione aprissero una trattativa per comprare l’immobile.

«Non ci sono le condizioni per un acquisto diretto o indiretto, di tutto o di anche solo una parte, del Lingotto» ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo in Sala Rossa, rispondendo a una richiesta di comunicazioni sul tema. «Non ci sono le condizioni economiche da parte dell’Ente, né i presupposti giuridici» ha rimarcato. Il Patto per Torino infatti vincola l’amministrazione, che si trova impossibilitata ad annettere il Lingotto. «Il nostro centro congressi ha un assetto unico in Italia – ha sottolineato ancora Lo Russo -. L’intero immobile del Lingotto, nonché la gestione degli eventi, è in mano a un soggetto privato».

Le trattative tra amministrazione, Regione, Camera di Commercio e Gl non sono mancate. Il primo incontro risale al 25 novembre 2021, ma l’acquisto per gli organi istituzionali non è – a oggi – una strada percorribile. «Oggi tocca ad Automotoretò andarsene, domani potrebbe essere il Salone del Libro» lancia l’allarme il consigliere della Lega e assessore regionale Fabrizio Ricca. «Abbiamo già espresso la volontà di inserire nuove energie nel sistema fieristico torinese – prosegue Ricca -. C’è già un accordo che prevede il sostegno alle fiere tramite Turismo Torino».

La società «strumentale» del Comune potrebbe essere presto oggetto di una nuova governance, che la renda più attiva nei confronti di eventi fieristici e congressuali. Per quanto riguarda Automotoretrò, il Comune farà «tutto quello che è possibile per trattenere un evento che appare di interesse pubblico», ma tenendo presente che si tratta formalmente di una trattativa tra privati. «Anche il Salone del Libro si sviluppa nelle medesime condizioni» ha precisato Lo Russo. E con i medesimi rincari da gestire.

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