reggia di venaria
Il Borghese

L’industria va in esilio

C’è la solita coda sulla tangenziale, la direttissima da Caselle è intasata e il parcheggio sotto piazza San Carlo è zeppo di auto. Tutto come al solito. Un lunedì come un altro verrebbe da dire, magari un po’ più pigro del solito. Tanto da dimenticare che siamo in pieno G7 dell’industria in memoria – verrebbe da dire – della vocazione di quella Torino che un tempo era nota nel mondo per l’ingegno dei costruttori di automobili e per le mani abili delle tute blu.

Il G7 c’è, ed è un appuntamento importante, ma è a Venaria, nella splendida cornice di una Reggia che oggi può rivaleggiare (quasi) con Versailles, eccezion facendo per una formidabile militarizzazione. Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ironizza su questo “esilio” nel cuore della storia e aggiunge che questi non sono eventi che si caratterizzano con la scelta di un ristorante dove si va a pranzo a cena. Tutto vero. Mai ai delegati dei sette paesi più industrializzati avremmo voluto offrire anche questo, oltre ai musei, ai palazzi, alle cattedrali dell’ingegno, compreso il Politecnico.

E non solo per visite toccata e fuga. Abbiamo bisogno, in questa Torino in grande trasformazione, di occhi che magari sappiano immaginare un po’ di futuro. E archiviare immagini nel loro cuore. Invece i ministri e il loro seguito saranno prigionieri in nome della sicurezza, in un brulicare di divise, mezzi blindati e droni. Già perché alle frontiere premono i black bloc attesi con ansia dagli anarchici che ospitiamo in casa nostra. Esperti d’industria e innovazione. Come è noto.

fossati@cronacaqui.it

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