piazza San Carlo panico
Cronaca
Una delle piste seguite dagli investigatori

L’INCHIESTA. Una rissa tra i tifosi. Scoppia un petardo e poi caos in piazza

Al via in Comune la commissione d’indagine. Le prime azioni civili per ottenere risarcimenti

«Si verifica tutto. Anche il dettaglio apparentemente più insignificante». Viene definito così, «certosino», il lavoro che in questi giorni viene svolto dai sostituti procuratori Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo su quei 20 minuti di follia in piazza San Carlo. Da un lato si intende individuare «l’elemento scatenante», dall’altra eventuali responsabilità in merito all’organizzazione dell’evento e ai servizi di sicurezza e ordine pubblico.

Per ciò che riguarda il primo capitolo dell’inchiesta si torna a parlare di rissa o di «un accenno di rissa» che potrebbe essere avvenuto nella parte sud-est della piazza, di fronte alla pasticceria Stratta. Solo un’ipotesi che torna ad essere presa in considerazione, ma che era già stata scartata dopo le prime indagini di polizia. La pista più accreditata resta quella di un rumore sordo provocato da una bottiglia di birra gettata a terra o da un petardo («lo stesso botto che fa un neon quando scoppia», ha riferito un testimone), seguita dal lancio di alcune decine di bigliettini («o pezzetti di giornale») che avrebbero svolazzato a mezz’aria per alcuni secondi.

Di un litigio tra due gruppi di tifosi, avvenuto sempre in quella zona, non ci sarebbe, allo stato dei fatti, conferma testimoniale. L’altro filone d’inchiesta si arricchisce di alcuni dati: tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, quella sera in piazzo non c’erano più di 100 persone.

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