gn PRESIDIO POMPIERI VIA MESSINA
Cronaca
I VIGILI DEL FUOCO

L’INCHIESTA. Pompieri in ginocchio: «Siamo troppo pochi»

Sottopagati e sotto organico almeno del 50%, mentre in Europa sono 1 ogni 1.500 abitanti

Rischiare la vita per 1.300 euro al mese, e senza neppure l’Inail e la copertura legale. Impegno e turni massacranti per i vigili del fuoco, «oggetto insieme ad altre categorie – spiega Giovanni Maccarino del coordinamento piemontese Usb Vv.F., il sindacato dei pompieri – della scure e quindi dei vari tagli operati dai governi che si sono succeduti». Per l’incendio di piazza Carlo Felice, forse qualcuno ha evidenziato, ammette lo stesso Maccarino, «carenza di personale, siamo sotto organico almeno del 50%, mezzi vetusti, mancanza di organizzazione e flessibilità», ma obiettivamente di più non si poteva fare. Aggiunge il rappresentante sindacale: «Se pensiamo che l’Europa ci chiede di raggiungere l’obiettivo di un vigile del fuoco ogni 1.500, che è un rapporto normale in altri Paesi, guardando ai nostri numeri vediamo bene quanto siamo lontani, quanto lavoro c’è da fare e quanto ancora bisogna investire in termini sicurezza in questo comparto». I vigili del fuoco sono così pochi che a volte, «siamo costretti – sottolinea Maccarino – a dover scegliere se andare prima su un incendio oppure su un incidente stradale avvenuti contemporaneamente. Ovviamente i ritardi diventano sistema. Ma siamo quelli che siamo e neppure all’orizzonte pare esserci la volontà di cambiare le cose». Eccoli i numeri, almeno per ciò che riguarda Torino e provincia, naturalmente lontani anni luce da ciò che chiede la Comunità europea: «A Torino e nell’Area Metropolitana – dice Danilo Molinaro, del coordinamento sindacale della città – risultano in servizio 670 vigili del fuoco. Teniamo però presente che in larga maggioranza sono over 50 e in questi anni non c’è stato ricambio generazionale. Siamo pochi sugli eventi e pochissimi negli uffici amministrativi. Ci viene chiesto di fare miracoli. I turni sono quattro. Da corso Regina Margherita possono partire per le emergenze 35 colleghi per turno, divisi in sei squadre e con 2/3 nuclei di supporto, composti da tre o quattro pompieri, spesso muniti di autoscala». Numeri della vergogna ai quali se ne aggiungono altri: «Tra il capoluogo di provincia e e i distaccamenti dell’Area Metropolitana – prosegue Molinaro – possiamo contare su un totale di 100 vigili del fuoco per turno. Oltre al comando di corso Regina Margherita, vi sono i distaccamenti di Stura, Grugliasco e Lingotto. Mentre in provincia sono attivi i distaccamenti di Chieri, Pinerolo, Ivrea, Susa e del Sandro Pertini». Situazione leggermente migliore per ciò che riguarda i vigili del fuoco volontari: «Tra Torino e l’hinterland ci sono 38 distaccamenti, per un totale di circa 2mila volontari». Un’altra nota dolente riguarda i compensi: «Un neoassunto prende in busta paga – spiega ancora Molinaro – 1.100/1.200 euro, mentre un veterano può arrivare anche a 1.600 euro. Diciamo che come media un vigile del fuoco percepisce uno stipendio di 1.300 euro». Certo i pompieri non vengono ricoperti d’oro e a tali cifre bisogna aggiungere (anzi sottrarre), sottolina Maccarino, «che il Corpo non ha copertura legale e l’Inail. Per gli infortuni esiste solo una piccola assicurazione che paghiamo noi e che rimborsa parte di quanto speso dall’utente. Ma stiamo parlando davvero di poco». Non va meglio per il parco mezzi. Il sindacato non si lamenta sul numero complessivo, «ma si tratta di mezzi vetusti e spesso, uno su due è in riparazione».

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