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Il mondo variegato della prostituzione in città

L’INCHIESTA. Mille lucciole a Torino. E la mafia del sesso vale oltre 100 milioni

Centri massaggi cinesi chiusi e subito riaperti I blitz e le multe non cancellano il fenomeno

Un affare che supera i 100 milioni di euro l’anno. Tanti sono i quattrini che in città frutta il variegato giro della prostituzione. Lucciole in strada, massaggi a luci rossi nei centri benessere, nella quasi totalità gestiti da cinesi, escort di lusso e quelle con più miti pretese.

Sparito quasi completamente il classico bordello dove fino a qualche tempo fa si poteva incontrare la casalinga della porta accanto, impegnata nel racimolare qualche euro in più o alla ricerca di improbabili brividi proibiti.

Chi può dimenticare, infatti, la vicenda della moglie di un sindaco di un Comune del basso Canavese che due volte la settimana raggiungeva un appartamento a Torino per unirsi a un gruppo di prostitute: «In paese – disse ai carabinieri che avevano effettuato un blitz nella casa chiusa – la vita è monotona, e anche mio marito lo è: parla sempre e solo di politica».

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