IL REPORTAGE. Le voci dei pensionati che si nutrono di rifiuti

L’INCHIESTA. I forzati di Porta Pila, costretti a mangiare gli avanzi dei “ricchi”

«Altro che roba da buttare, sarebbe uno spreco. E con 400 euro di pensione non ho alternative»

Quando non si ha nulla, neppure qualcosa da mettere sotto i denti, il fine giustifica i mezzi. Ma le buone maniere, anche nell’indigenza, vanno comunque preservate. «Ma come mangi? E mangia bene!» viene ripreso un disperato dalla sua compagna dopo che, insieme, hanno raccolto un paio di pesche dal cestino dei rifiuti.

Piazza della Repubblica, quando smontano i banchi del mercato, diventa terreno degli ultimi. Gironzolano tra gli ambulanti intenti a svendere quello che avanza da una mattinata di lavoro. Si guardano intorno, studiano le mosse degli ambulanti per osservare cosa e dove gettano i pezzi “avariati”. Alcuni si piazzano a ridosso dei camion dei rifiuti parcheggiati lungo il perimetro della piazza.

Pian piano che i bidoni si riempiono, venendo assediati dalle mosche, loro cominciano a rovistare al loro interno.

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