Torino (foto Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

L’illusione dell’impunità

Il braccio di Federica Fulco è ancora dolorante, ma il livido passerà. Quel che resta, e la presidente del comitato Torino in Movimento lo spiega bene, è la preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare in centro, diventato terreno di caccia per le baby gang. Fulco, sabato pomeriggio, stava passeggiando in piazza Castello, quando una sassata scagliata da un branco di giovanissimi l’ha colpita, sfiorando la testa della bambina che teneva per mano. Poteva essere una tragedia. Attimi di terrore, poi la fuga verso via Garibaldi, trascinando con sé la piccina terrorizzata, in cerca di protezione e di aiuto. Un fatto grave, l’ennesimo in quel cuore della città che sembra diventato il terreno di caccia preferito di alcune bande che ogni sabato partono dalla periferia per seminare il terrore nelle vie dello shopping. Rapine, scippi, aggressioni, risse. Violenza pura che adesso si manifesta anche con le sassaiole e non sembra arginabile con le task force che pure hanno messo in campo le forze dell’ordine. Carabinieri e poliziotti, da settimane, pattugliano le zone più delicate. E molti protagonisti delle folli gesta sono già stati denunciati. Sono per lo più giovani stranieri, soprattutto nordafricani. Quasi tutti di Barriera, Falchera, Vallette, Mirafiori. Ossia quei quartieri da sempre difficili che, con l’inizio della pandemia, sono diventati contenitori di disagio con poche scappatoie. Chiuse le scuole, le palestre, i campi da calcio, sono rimasti i giardinetti. Come quelli in cui due ragazzini (in quel caso italianissimi) hanno organizzato una rapina in farmacia che è quasi costata la vita a un carabiniere. I baby-banditi, questa volta, sono finiti in carcere. Ma è stato un caso eccezionale, dovuto alla gravità dei fatti. Perché la regola, quando si parla di minori che delinquono, è la ramanzina accompagnata da una sorta di perdono giudiziale. Che può servire, ci mancherebbe, se attorno ci fosse un sistema che si faccia carico di aiutare chi sbaglia a indirizzare le proprie energie verso esperienze positive. Ma rischia di diventare la peggior lezione per chi ogni giorno cammina sul filo tra crimine e legalità. Illudendo di una impunità eterna che però, come sanno bene Budino e i suoi complici della banda dello spray, prima o poi, finisce.
stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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