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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Libero di comandare

L’altro ieri Mario Finozzi, un 91enne di Papozze (Rovigo) si è calato con una corda di lenzuola dalla finestra al primo piano dell’ospizio in cui viveva da un anno. A un certo punto gli sono mancate le forze, ha mollato la presa ed è caduto. Morto. E qui sarebbe facile intonare la geremiade sui vecchi abbandonati dai parenti egoisti in quei lager che spesso sono (o appaiono ai reclusi) certi ospizi. Mario non era stato abbandonato dai parenti, che lo venivano a trovare spesso. Aveva vissuto da solo in paese fino a quando è stato chiaro che non ce la faceva più a badare a se stesso. Avevano provato con le badanti, ma nessuna resisteva, con lui. Quando un parente veniva a trovarlo, lui voleva comandare, fargli fare tutto quello che voleva. “Guarda che sono venuto ma non puoi trattarmi così – gli diceva il parente – non credere che io possa essere sempre qui a servirti come vorresti tu” E lui: “No, no… tu devi prima fare gli interessi miei e poi i tuoi”. Una nipote l’aveva preso in casa per qualche tempo, ma lui, insofferente di ogni regola, aveva voluto tornare a casa. Il sindaco gli aveva proposto persino di fargli portare i pasti caldi a casa, ma lui aveva rifiutato: “No, grazie, ho un vicino che mi accompagna a fare la spesa e mi aiuta in casa”. Insomma, non ce la faceva più con le forze fisiche, ma voleva continuare a comandare e a decidere con quelle mentali. E’ quella la briciola di potere che ti fa sentire ancora vivo quando il sesso ti ha abbandonato. La cosa più difficile, coi vecchi testadura è convincerli che sono vecchi, che devono scegliere fra la libertà ingestibile e l’assistenza regolata. Mario ha scelto la libertà, ma non è stato un buon esempio di vecchio.

collino@cronacaqui.it

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