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Cronaca
IL REPORTAGE

Liberati dai cantieri dopo 9 anni: «Non stapperemo champagne»

Domani finirà il “sequestro” di residenti e commercianti in Barriera Nizza

L’inaugurazione è venerdì, quando i treni arriveranno finalmente in piazza Bengasi. Ma nessuno stapperà lo champagne, e non perché le feste con la pandemia sono vietate. I commercianti di via Nizza, infatti, hanno sopportato nove lunghi anni di cantieri e, di fare festa, non ne hanno voglia. Ma per molti, il completamento della metropolitana è, almeno, una liberazione. «Almeno ci siamo tolti i cantieri», sospira Gianni Tantimonaco di Elektro lab assistance, uno dei più penalizzati dai lavori-lumaca e la cui attività, tra l’altro, è proprio di fronte al mai terminato grattacielo della Regione Piemonte, un’altra opera dalle infinite polemiche. «Quello che io e altri negozianti di questa zona abbiamo passato in questi nove anni – spiega – non può capirlo nessuno. Ricordo ancora la chiusura di via Nizza nel 2012, effettuata senza preavviso». Da venerdì prossimo, quindi, saranno due le nuove stazioni, Bengasi e Italia ’61, che faranno salire il totale da 21 a 23. Detto delle migliorie in fatto di viabilità, i commercianti si aspettano anche una riqualificazione di via Nizza. «Via Nizza va riqualificata – afferma Sandro Penazzi, edicolante – perché nove anni di cantieri hanno dissestato il manto stradale. Bisogna tappare le buche e mi auguro anche di vedere dei nuovi marciapiedi e qualche arredo urbano, magari del verde». Per ora c’è solo cemento, anche nella zona del pozzetto compresa tra i civici 367 e 371. Sparite le recinzioni, sono arrivati gli archetti porta-biciclette e a breve debutteranno anche le panchine. Per Domenico Ramello, titolare della storica salumeria al 358, il miglioramento si potrà vedere «solo se riqualificheranno questa via. Servono spazi verdi, e un’illuminazione migliore». Ricadute positive sul commercio, dopo la fine dei cantieri, Ramello ne vede poche. «Avremo un’utenza che si muoverà prevalentemente sottoterra. Più della metro, spero di vedere finalmente completato il grattacielo della Regione. Solo in quel momento il commercio di prossimità avrà dei vantaggi». Per ora, si parla di 2023, ma non è detto che la data venga rispettata visti i precedenti. «Siamo allo stremo, perché questo cantiere ci ha penalizzato troppo e in cambio abbiamo avuto le briciole. E quando stavamo per vedere la luce, è arrivata la pandemia», dice Vincenzo Falconetti di Styl Notte.

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