Reddito di Cittadinanza. Documentazione all?ufficio postale di via Carlo Freguglia
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Li trattano come pecore

Se si guarda alle truffe, che sono state tante, o si pensa al bamboccione sdraiato sul divano perché tanto a lavorare ci pensano mamma e papà, il reddito di cittadinanza è stato un fallimento morale, economico e sociale. Una manna per i fannulloni. Ma pure per chi un lavoretto lo fa, in nero. E un millino esentasse (anche per chi lo paga) se lo porta a casa. Che il sussidio andasse riformato, lo dicevano tutti. Anche, seppure sottovoce, i Cinquestelle. Ma il problema era trovare un equilibrio tra assistenzialismo e sostegno a chi ha davvero bisogno. E il governo ha deciso di intervenire cancellando il concetto di “congruità” dell’offerta del posto di lavoro. Stabilendo che chi la rifiuti perda il diritto al reddito punto e basta. A prescindere dal titolo di studio posseduto, dallo stipendio, dalla distanza della sede che propone un impiego. Ossia: se un laureato che è stato licenziato a Torino riceverà un’offerta per fare le pulizie a Palermo, dovrà accettarlo. Altrimenti perderà l’assegno. Giusto? Probabilmente no. Ma il cuore del problema non è questo. Semmai, la vera urgenza, è creare occasioni per chi la voglia di lavorare, e le competenze, le ha. E si fa un mazzo così, come tanti giovani che portano a casa 700 euro al mese con un contratto da apprendisti. Rifiutando il reddito, che varrebbe di più, per inseguire la speranza di un futuro. E’ a tutti loro che dovrebbero pensare i parlamentari che si sono affannati a proporre emendamenti su tutto, dall’uccisione dei cinghiali in città all’assegno per gli animali, all’osservatorio per la transumanza. Che potrebbe anche essere utile, se fosse un’occasione per frenare quella dei nostri cervelli verso le università straniere. Ma purtroppo si tratta di mucche e pecore. Come ci sentiamo tutti quando annunciano il rivoluzionario “reddito alimentare”. Che nessuno sa come funzionerà, a parte il fatto che in “premio” ci saranno dei pacchi di viveri pieni di scarti dei supermercati.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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