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Politica
BALDISSERO

L’hacker del Comune era l’ex vicesindaca: «Si deve far curare»

La Procura ha appena chiuso le indagini

«L’hacker del comune si deve fare curare». Il sindaco di Baldissero torinese, Piero Cordero, non usa mezzi termini in consiglio comunale e se la prende con chi ha violato i dati personali dei suoi cittadini. Ma non fa nomi ed è la diretta interessata a “svelarsi”: «Ho appena ricevuto l’avviso di chiusura indagini per accesso abusivo a sistema informatico – comunica l’ex vicesindaca Paola Chiesa, oggi consigliera di opposizione – Querelerò Cordero per tutelarmi da minacce e accuse». Alla base di tutto ci sono gli attacchi hacker compiuti contro il sistema informatico del Comune di Baldissero, finito nel mirino per 47 giorni consecutivi, tra il 7 ottobre e il 22 novembre 2021. Totale, 898 ore e 12 minuti. «Ci sono state intrusioni in tutti i documenti presenti negli archivi del Comune, compresi anagrafe, ragioneria, corrispondenza e incarichi – ripercorre Cordero, sindaco dallo scorso ottobre – È stato saccheggiato tutto. Non appena ci siamo resi conto della situazione, abbiamo presentato denuncia ai carabinieri e abbiamo provveduto a rafforzare la protezione di tutti i sistemi informatici: prima era completamente assente, visto che i sistemi operativi antivirus non garantivano più protezione fin dal 2017». La procura ha appena chiuso le indagini e l’ente annuncia che si costituirà parte civile nel processo per ricevere un importante risarcimento, «visto il danno pesantissimo provocato ai cittadini di Baldissero, cui sono stati sottratti dati personali». Cordero non fa nomi per «non sporcarmi la bocca». Ma non gliele manda a dire: «Ha commesso un fatto di gravità assoluta: chi tardiva il suo popolo, nell’antica Grecia, veniva ostracizzato. In Oriente fanno harakiri. Qui ci aspettiamo almeno che questa persona cambi paese, visto l’incompatibilità ambientale provocata anche ad amici e familiari». Continua Cordero: «Questo disgraziato si faccia aiutare, dovrà sicuramente fare un percorso di recupero. Anche perché si è fatto terra bruciata attorno e sarà colpa sua se qualche cittadino riceverà un tentativo di estorsione. Tutti sapranno chi sei: in un paese di contadini come Baldissero, la gente ha le mani grosse ma il cervello fino». Chiesa, a margine del consiglio, si rivela e replica: «Ho ricevuto l’avviso di garanzia, quindi sono io la persona che il sindaco non ha avuto il coraggio di nominare. Ma le sue allusioni sono prive di fondamento. Nel merito, ho già chiesto alla Procura di essere interrogata per chiarire la mia posizione». Poi la consigliera, vice sindaca e poi sfidante di Cordero, lo accusa di averle mosso un attacco politico personale: «Mi ha attaccata, tacciandomi di essere malata di mente, di avere bisogno di cure, di essere una “delinquente”, di aver sottratto dati per perpetrare “estorsioni” ai cittadini, con tanto di invito al suicidio e minacce ad amici e familiari». Da qui la decisione di presentare querela: «Fa terra bruciata contro gli avversari politici, basandosi su dati inventati. Se pensa di spaventarmi con le minacce, si sbaglia: andrò fino in fondo contro un atto persecutorio di natura politica».

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