IL TFF E LA MEDICINA

Lezioni di vaccini con Elisabetta Sgarbi

A tu per tu con la regista autrice del film-documentario incentrato sul delicato tema

L’idea alla base di questo film è quella di uscire dai laboratori, dalle aule accademiche, dalle multinazionali e dai luoghi della politica e dell’ideologia per andare nelle piazze, nelle scuole, nei cinematografi, al fine di parlare alla gente e trovare uno strumento utile per il futuro e per la salute dell’uomo».

Un’intuizione che Gianpaolo Donzelli, ordinario di Pediatria dell’Università di Firenze e Presidente della Fondazione Meyer, nonché membro del Comitato Nazionale di Bioetica, formulò circa 3 anni fa e che trova, ora, espressione nella pellicola “Vaccini. 9 lezioni di scienza” di Elisabetta Sgarbi, tra le anteprime più attese della 37esima edizione del Torino Film Festival.

A correlare la serie di interviste svolte a medici, filosofi e scienziati vi è, infatti, l’urgenza di stimolare un dialogo e un confronto che conduca a una maggiore e il più possibile accurata comprensione della necessità vaccinale, spesso soverchiata da informazioni manchevoli e notizie falsate. In opposizione alle quali è, dunque, opportuno servirsi di un metodo comunicativo che sia in grado di diffondere nozioni essenziali in modo semplice, trasparente e rispettoso, sia della popolazione, sia del lavoro stesso dei medici.

Per questo motivo, «ho deciso – ha spiegato la regista – di delineare un’unità di luogo (una stanza dotata di una scrivania, ndr) e una sequela di lezioni che “colpissero” e possedessero un ritmo musicale, rese attraverso composizioni un po’ dissacranti rispetto alle spiegazioni svolte da parte della comunità scientifica e di studiosi di tale rilievo». Cui si affianca, inoltre, la scelta di «spiazzare i medici e i filosofi chiedendo loro di prendere a esemplificazione del loro discorso un giocattolo, perché credo che un gesto, espresso pure mediante il cinema o la televisione, attragga l’attenzione, sebbene non lo si comprenda fino in fondo». Complice di tale spiazzamento è, poi, anche “la presenza di un “Urlo” di Munch gonfiabile che esplica la necessità di gridare forte la verità in un mondo di notizie false (il titolo originario era, appunto, «Vaccini e bugie”, ndr), cui ho chiesto agli intervistati di rivolgervisi, nel corso delle lezioni, per poi girarlo con il volto verso il muro, quando convinti di essere stati esaustivi, affinché smettesse di urlare».

Un ritmo di domande, risposte e delucidazioni che appare corroborato anche dal montaggio utilizzato, pregno di rievocazioni caravaggesche espresse attraverso una luce chiara in grado di offrire un distacco tridimensionale rispetto allo sfondo, che appare, così, sempre più distante e tinto di nero in favore della focalizzazione delle figure primarie, in una penombra che invita all’ascolto e alla riflessione.

Ponderazione, che, infine, troverà probabilmente forma anche in un libro e in un dvd, «dal momento che il materiale che possediamo – ha concluso la Sgarbi – è ricco e prezioso, e può fornire adeguati approfondimenti a tutti coloro che ne necessitano, circolando soprattutto nelle scuole e negli ospedali».

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