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Economia
Lo rende noto Coldiretti Piemonte

L’export agroalimentare piemontese cresce del +22,4% nel primo trimestre 2022

I più importanti mercati dell’area per le merci piemontesi si confermano quello francese e quello tedesco

Nel primo trimestre del 2002 il valore delle esportazioni piemontesi di merci è stato pari a 13,5 miliardi di euro, il 17,8% in più rispetto al primo trimestre 2021, e tra i vari settori spicca quello agroalimentare col +22,4%. E’ quanto rende noto Coldiretti Piemonte rispetto ai dati elaborati da Unioncamere Piemonte su dati Istat. Complessivamente le esportazioni verso i mercati comunitari sono cresciute del 14,7% rispetto allo stesso trimestre del 2021. I più importanti mercati dell’area per le merci piemontesi si confermano quello francese e quello tedesco, con quote rispettivamente pari a 14,0% e 13,6%. La crescita delle esportazioni piemontesi verso questi due mercati nel primo trimestre 2022 è stata dell’11,1% verso la Francia e del 14,4% verso la Germania. Gli Stati Uniti, con una quota del 7,7% dell’export piemontese e una crescita tendenziale dell’11,7%, si sono confermati il primo mercato extra-Ue27 anche nel I trimestre del 2022.

“All’estero le vendite del Made in Italy sono sostenute soprattutto dai prodotti base della dieta mediterranea come il vino che svetta sul podio con una crescita del 18% nei primi mesi, davanti a frutta e verdura fresca, pasta, formaggi, olio d’oliva e salumi – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Il vino è il prodotto italiano più gettonato negli USA, dove rappresenta quasi un terzo dell’intero valore dell’export agroalimentare, secondo l’analisi Coldiretti, grazie anche al traino degli spumanti che crescono addirittura del 18%. Per sostenere il trend di crescita del nostro agroalimentare bisogna continuare a combattere i falsi, difendendo le indicazioni geografiche che il Piemonte vanta, in particolare: 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc. La pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi è inaccettabile e rappresenta un inganno per i consumatori ed una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori. Per incrementare l’export è necessario ora agire sui ritardi strutturali e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo, cogliendo l’opportunità del PNRR per modernizzare la logistica nazionale che rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export. È anche importante lavorare sull’internazionalizzazione per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati valorizzando il ruolo strategico dell’ICE e con il sostegno delle ambasciate”.

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