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VIA SAVIGLIANO

L’ex scalo fortino dei pusher. Le ferrovie sigillano le porte

L’intervento di Rfi dopo le numerose segnalazioni dei residenti

Niente più porte aperte e varchi e soprattutto niente scambi di droga tra le finestre. Dopo le denunce dei residenti del quartiere Rfi è passata al contrattacco sigillando tutti gli ingressi dell’ex scalo dimenticato di via Savigliano e corso Principe Oddone, a cavallo tra San Donato e Valdocco. Un vecchio deposito finito di recente sulle nostre colonne a causa del via vai di sbandati e spacciatori. Come testimoniato più volte, con tanto di foto, uno dei ruderi era diventato il fortino dei pusher che giorno e notte gravitano sul corso.

«Per mesi – raccontano i residenti – li abbiamo visti scavalcare le inferriate. E di sera passare la droga dalle finestre ai clienti che arrivavano in bici». Tutto vero, tutto documentato. Tanto che anche il presidente della circoscrizione Quattro, Claudio Cerrato, si era mosso chiedendo a Rfi lo sgombero. Le Ferrovie avevano poi provveduto a chiuderlo ma i disperati si erano aperti un altro varco, svitando un bullone. Ora il timore, nonostante le finestre siano apparentemente ben chiuse, è che la mancanza di progetti porti il degrado a tornare nuovamente padrone dell’isolato abbandonato.

«Quello è l’unico punto cieco rimasto in zona – denuncia Fabio Ottino del comitato Savigliano -. E loro lo usano per nascondere la droga o per scappare se arrivano le forze dell’ordine. Problemi che, per altro, si ripetono anche al calar del sole». Chi abita tra via Macerata e corso Principe Oddone, però, continua a sperare in un progetto. Tutto intorno, del resto, ci hanno pensato il passante ferroviario e il parco Dora a dare una nuova immagine alle circoscrizioni Quattro, Cinque e Sette. Nell’attesa che anche il vecchio deposito di Rfi tolga prima o poi le tende.

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