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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

L’Eurovision spetta a noi

Finalmente, dopo anni di scadenti imitatori del passato e una estenuante noia musicale, l’Italia riscopre il rock con una band degna del nome. I Maneskin sanno cantare e – aspetto tutt’altro che secondario – suonare. Piacciono ai giovani che si svestono come Achille Lauro e strizzano l’occhio ai loro genitori cresciuti a pane e Led Zeppelin. Certe svisate ricordano quelle di Jimmy Page. Il look, con qualche tatuaggio al posto del trucco, rimanda ai Kiss. Ma i Maneskin sono i Maneskin e basta. E hanno la marcia in più dei fuoriclasse che, oltre a saper far bene il proprio mestiere, sono capaci di scandalizzare. Piazzando lì una “tirata” in mondovisione che diventa subito virale. I francesi – come direbbe Paolo Conte – , costretti a rimettere in frigo lo champagne bello gelato pronto per festeggiare Barbara Pravi, la nuova Edith Piaf, si incazzano. La vicenda diventa un affare di Stato. Ma poi Damiano alza la voce: «Mi faccio il test antidroga». E tutto si smonta. Intanto, dei Maneskin ha parlato il mondo intero. Le loro immagini – come fu per quelle della spallina birichina dell’abito di Patsy Kensit nell’87 o per la farfallina di Belen – sono arrivate anche agli esquimesi del Polo Nord. Con l’Eurovision che all’improvviso diventa l’evento del secolo, da accaparrarsi a tutti i costi per la prossima edizione. «Torino è pronta», annuncia Appendino. Ma Sanremo – mentre anche Roma e Verona si candidano – non ci sta, e tira fuori da un cassetto impolverato un vecchio accordo con la Rai del 1991 in cui si stabiliva che, nel caso in cui il contest fosse arrivato in Italia, a ospitarlo sarebbe stato appunto il Comune ligure. «No alla corsia preferenziale per Sanremo», replica secca la sindaca a Cinquestelle che poi elenca tutto il cartellone torinese dei prossimi anni. Dagli Europei di Baseball all’Atp, dalla Coppa Davis alle Universiadi invernali. «Un calendario davvero unico in cui si integrerebbe alla perfezione». Con una sola nota stonata: la rinuncia alle Olimpiadi.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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