Fiorello_intruso
Il Borghese

L’eterno Festival

E anche questa volta Sanremo è iniziato, con quell’attesa trepidante che pare quella di chi guarda solo la partenza di un gran premio di Formula 1 perché spera nell’incidente al via. E da questo punto di vista affidarsi a Fiorello come primo ad affrontare il pubblico è come avere la safety car in pista, niente da obiettare, tanto che riesce anche a neutralizzare un potenziale disturbatore che aveva fatto incursione sul palco.

Per chi vuole polemizzare a ogni costo, però il materiale non manca: c’è chi fa notare che il Festival non ha previsto (o almeno non l’ha reso noto) un omaggio a Modugno e “Nel blu dipinto di blu”, che vinse nel 1958. C’è un assessore a Cuorgné che si indigna per la battuta di Claudio Baglioni («il Festival non sarà il raduno degli Alpini») e scrive su Facebook al cantante-direttore artistico, rivendicando l’orgoglio delle penne nere e via dicendo.

Attendiamo commenti social-diffusi riguardo la scalinata del palco che pare quella di un’astronave di Star Wars, la qualità media delle canzoni, via discorrendo. Un copione che ripetiamo ogni anno, anche se giuriamo e spergiuriamo che non ci cascheremo più. Impossibile.

Perché il festivalone è l’ultimo vero grande evento di questo nostro Paese, l’appuntamento per eccellenza, su cui discutere e scontrarsi, al bar come sui social. Un eterno Festival, o se preferite un festival eterno, come è alle volte questo Paese.

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