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Gli effetti dell’anticiclone africano sulla città

L’ESTATE DI “LUCIFERO”. Torino come il Sahara. E sui mezzi pubblici si superano i 38 gradi

Atmosfera asfissiante anche in anagrafi e uffici. Calvario per chi è in coda: «Qui non si respira»

Diavolo di un caldo. L’anticiclone africano “Lucifero” ieri ha raggiunto anche Torino, dove i cittadini hanno provato sulla loro pelle che cosa significhi l’espressione “temperature da bollino rosso”, tanto che sulle linee del trasporto pubblico il termometro ha superato, in alcuni casi, anche i 38 gradi.

Girando in città sin dalla mattinata, i volti che si vedono sono quelli di persone decisamente provate dall’aria infuocata che ha trasformato la nostra città in un forno naturale. Insomma, l’unica soluzione per riuscire a sfuggire alla morsa d’arsura pare essere quella di barricarsi in casa o cercare il fresco nei luoghi dotati di aria condizionata.

A soffrire di più sono coloro costretti a girare tra uffici e strade assolate per sbrigare pratiche e faccende amministrative, magari obbligati ad estenuanti scarpinate sotto il sole piuttosto che a lunghe attese in qualche edificio pubblico. Ad esempio presso gli uffici dell’anagrafe centrale, dove la temperatura registrata prima del picco di caldo pomeridiano è stata di 34,5 gradi, la scena cui si assiste è quella di una stuola di volti segnati, grondanti sudore e sbuffanti per l’aria che non c’è.

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