escalade savoia
Amarcord
12 DICEMBRE 1602

L’Escalade, la notte che i Savoia provarono a conquistare Ginevra

I soldati sabaudi tentarono di prendersi la capitale dei calvinisti

Si chiama Escalade ed è una delle manifestazioni storiche e folkloristiche più celebri d’Europa. A dirla tutta, in Italia la si conosce poco, nonostante l’Unesco l’abbia inserita nel circolo delle “tradizioni viventi” da tutelare. Senza ricordare l’annosa questione sul fatto che l’Unesco, ormai, tuteli ogni cosa, c’è da dire che l’Escalade costituisce davvero un pezzo di storia. Per inciso: un pezzo di storia che riguarda anche noi piemontesi. Per capirne il motivo, conviene riavvolgere le lancette del tempo fino alla notte tra l’11 e il 12 dicembre 1602, quando i soldati sabaudi di Carlo Emanuele I tentarono la conquista di Ginevra, in Svizzera.

All’epoca non era la città dei banchieri, ma la capitale dei calvinisti. Degli eretici calvinisti. I Savoia, bisogna evidenziarlo, erano stati anticamente i signori di Ginevra, e avevano mantenuto un certo controllo sulla città fino al 1535, anno in cui il vescovo cattolico fu cacciato e la città si sganciò dalla sudditanza, anche nominale, al duca Carlo III. Emanuele Filiberto, successore di Carlo III, tentò di riconquistare Ginevra, invano. Ma al tempo di Carlo Emanuele I, Ginevra era diventata un caso internazionale: Enrico IV di Francia, anticamente calvinista, non aveva abbandonato i suoi vecchi amici ginevrini e li proteggeva; dal canto suo, il cattolico Filippo III di Spagna si batteva per arginare l’influenza dei “perfidi” protestanti svizzeri. A scrivere la parola fine sull’eresia ginevrina sarebbe stato l’energico duca di Savoia Carlo Emanuele I, che smaniava per tornare in possesso della città lacustre. Ed ecco il progetto: Ginevra sarebbe stata attaccata nottetempo da un contingente anfibio. Dopo lo sbarco, i soldati sabaudi avrebbero attaccato le mura della capitale dell’eresia calvinista, sarebbero entrati in città e consegnato il suo controllo al fiero Carlo Emanuele. Intento del duca: festeggiare il Natale a Ginevra. A dirla tutta, le cose per i savoiardi non si misero bene fin da subito: la guerra contro i ginevrini costava un sacco di soldi e lo stesso Filippo III iniziò a pensare che fosse un fallimento. Anche il papa Clemente VIII non supportò la missione contro Ginevra. Ma il duca continuò a pensare che la città potesse cadere facilmente. In una fredda notte di dicembre andò in scena la scalata alle mura. Scalata tragica, perché i ginevrini respinsero coraggiosamente l’aggressore. La battaglia fu vinta dagli assediati, che già l’anno successivo (1603) festeggiarono la lieta ricorrenza con una festa che assunse nel tempo i caratteri di una poderosa manifestazione con centinaia di comparse: l’Escalade, appunto, che si celebra ogni 12 dicembre. C’è però da fare un piccolo appunto: l’attacco sabaudo avvenne in realtà il 22 dicembre, proprio a pochi giorni dal Natale. I calvinisti di Ginevra, però, non avevano ancora adottato il calendario gregoriano (prodotto dei “maledetti” papisti) e per loro quella era la notte del 12 dicembre. Così, ancora oggi, è in questa data che si ricorda la celebre Escalade.

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