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LA STORIA

L’eredità del “calzolaio del Toro”. Le scarpe di Bacigalupo in regalo

Vincenzo Bevilacqua, 94 anni, chiude la sua storica bottega di via Filadelfia

È noto come “il calzolaio del Toro”. E di certo, Vincenzo Bevilacqua, classe 1923, è una specie di “istituzione” di borgo Filadelfia, essendo rimasto in attività fino a quasi 94 anni. Un appassionato, come raramente ce ne sono: lui, le scarpe non soltanto le aggiustava, ma ne sapeva raccontare la storia. E la storia più bella di tutte era quella dei giocatori del Toro: il negozietto del signor Bevilacqua, proprio di fronte allo storico “Fila” recentemente tornato a nuova vita, è stato visitato da decine di giocatori che dopo una partita avevano, magari, qualche problemino con le suole o con i tacchetti. E lui, pazientemente, si metteva al lavoro.

Vincenzo e il Toro. Un binomio che ha radici lontane, poiché questo calzolaio entusiasta del suo lavoro è arrivato a Torino due giorni dopo la tragedia di Superga. Proveniva da Melfi: era sceso a Porta Nuova con la classica valigia di cartone e un mestiere tra le mani. Lavorò per anni in Fiat, aggiustando le scarpe nel tempo libero. Poi, nel 1980 aprì il suo negozio davanti allo stadio: dentro, tutto era rimasto come una volta, con le scaffalature in legno e un lungo bancone di lavoro. Alle pareti, ritagli di giornale, fotografie e gagliardetti. «Ma con gli anni ho collezionato un vero e proprio museo», dice lui. E sì, perché il signor Bevilacqua ha raccolto e custodito tutti i cimeli che gli hanno lasciato i giocatori di passaggio. Autografi, palloni e soprattutto scarpe. Come quelle del portiere Bacigalupo: era il cimelio più prezioso, lasciato in vetrina con tanto di targhetta, per ricordare il mitico portiere del Grande Torino, morto nella tragedia del 4 maggio 1949.

Recentemente, però, Vincenzo ha deciso di chiudere tutto. Troppo forte, il peso degli anni: la salute viene prima della passione per il proprio lavoro e dell’amore per lo sport. Così, mentre lo stadio Filadelfia finalmente rinasce, chiude per sempre una delle realtà “storiche” per i tifosi granata. «Chiudo, ma alcuni cimeli ho voluto regalarli – dice – ad esempio, ho lasciato le scarpe di Bacigalupo al vicino bar di via Filadelfia».

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