iacopo barison
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AUTORI PIEMONTESI

L’eredità dei gemelli è un film mai visto che stravolge tutto

Iacopo Barison

A ogni “giovane scrittore” cui tocca il compito di sentirsi chiedere, spesso, se i suoi siano romanzi autobiografici, generazionali, ben sapendo che provarsi a dire «talkin bout my generation» è roba pericolosa, a meno di non essere Pete Townshend o Roger Daltrey. A Iacopo Barison, nato nel 1988 a Fossano, esordiente a vent’anni e con un libro presentato al Premio Strega nel 2015, tocca l’etichetta di cantore dei millennial: «Una generazione che ha perso ogni coordinata, schizofrenica a causa della iperesposizione tecnologica. Possiamo avere accesso a qualsiasi cosa, da quelle riprovevoli a quelle ottime, impensabile per i nostri genitori. Da questa assenza di punti di riferimento si può essere stimolati ma anche restare paralizzati» come ha detto una volta in una intervista.

Il nuovo libro “Autofiction” (Fandando, 20 euro) viene definito «un romanzo di stupefacente maturità, confermandosi il cantore di una generazione troppo spesso raccontata in modo superficiale, svelandoci il mistero che si cela in ogni famiglia felice e infelice a modo suo».

È la storia di Orlando e Sofia, due gemelli alla soglia del trentesimo compleanno, figli di Leone e Agata, registi cult e di avanguardia morti anzitempo in un incidente aereo, divenuti famosi per il loro film d’esordio “La musa divoratrice” e poi finiti nel dimenticatoio. Orlando, che odia comunicare, lavora come social media manager al Museo del Cinema. Non ha amici e consuma le serate mangiando da solo al ristorante cinese e guardando video di revenge porn. La sorella, invece, si è riciclata con scarso successo nell’arte contemporanea. Convive con Monica, una gallerista più vecchia di lei che espone soltanto donne, fra cui Sofia stessa; intanto, si diverte a tradirla in maniera compulsiva.

Alle loro spalle, l’ombra lunga di aver perso il padre e la madre quand’erano appena ventenni, che li ha lasciati eredi di una casa piena di scatole e segreti e, di fatto, incapaci di diventare adulti. Fino al giorno in cui, per una serie di casualità, non trovano una misteriosa sceneggiatura dal titolo “Autofiction”. Uno scritto che sembrano narrare la loro vita famigliare con una sola e sostanziale differenza: un fratello in più, di cui non sapevano nulla. E questa è la notizia che fa sballare la bussola dell’esistenza, anche quelle più “cristallizzate”, con la proiezione in un nuovo ruolo e con l’interrogativo più classico: quando si smette di essere figli? E se non si fosse in grado di farlo?

Iacopo Barison presenterà “Autofiction” domani, alle 18.30, alla libreria Trebisonda, in via Sant’Anselmo 22, Torino.

AUTOFICTION
Autore: Iacopo Barison
Editore: Fandango
Genere: Romanzo
Prezzo: 20 euro

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