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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

L’erba voglio dei 5 Stelle…

L’astuto Ugo La Malfa, fondatore con Ferruccio Parri del Partito Repubblicano nel 1946, soleva dire ai giovani che si affacciavano alla politica, che l’opposizione in consiglio comunale può essere una passeggiata istruttiva, purché poi si impari a governare. Erano i tempi delle scuole di partito, dal Pci al Movimento Sociale, passando per la Dc che in quel campo aveva pochi rivali. Come dire che si cominciava distribuendo volantini, passando i comunicati al ciclostile (ora pezzi di autentico antiquariato), e le domeniche mattina si trascorrevano in sezione, ad imparare dai più vecchi. Uno scranno in consiglio comunale arrivava dopo anni costellati di fatiche e di nottate in bianco, figurarsi poi un posto in consiglio regionale, o peggio una poltrona alla Camera. Bei tempi, direbbe un nostalgico e come dargli torto oggi che la politica accetta di buon grado dilettanti e sputasentenze allenati sui social. Ci pensavo stamane leggendo che il Movimento Cinque Stelle, a firma del capogruppo Andrea Russi, ha pubblicato un post su Facebook (e dove se no?) per denunciare che “Torino, appena fuori dal centro aulico, sembra una giungla abbandonata a se stessa”. E poi giù con fotografie di erba alta nei giardini, nei parchi, sterpaglie sui marciapiedi e sulle rotonde. Un accusa al sindaco (“che taglia solo nastri…”) e al suo assessore. Proprio come accadeva negli anni scorsi da parte del centrosinistra nei confronti di Chiara Appendino e della sua squadra. Corsi e ricorsi della politica, si dirà. E potremmo anche sorriderci sopra se non fossero anni che questa nostra città a due velocità si preoccupa di coccolare il centro e dimentica le periferie. Ai 5 Stelle consiglierei un poco di memoria, a Lo Russo un passetto in avanti sui servizi. E non parlo di buche sulle strade e sui marciapiedi, ma almeno nei giardini dove giovano i bimbi e si siedono gli anziani, panchine rotte permettendo. Sorvolo sulle zanzare che, pure quest’anno, ci assaliranno a stormi. Questa è una storia. Sempre di ritardi. Ma la raccontiamo in cronaca.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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