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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Leonard il coadiutore

Uno degli espedienti (non riesco a chiamarlo ‘mestiere’) con cui i clandestini si arrangiano per vivere in Italia è l’assistenza ai carrelli fuori dai supermercati. Non è necessaria, come non lo è il lavaggio dei parabrezza ai semafori; è solo un’offerta pretestuosa di un servizio non richiesto, tant’è vero che per 50 anni i clienti dei supermercati ne hanno fatto a meno. E’ una scusa per questuare la moneta chiusa nel carrello fingendo di averla guadagnata. Attività redditizia e per nulla faticosa. Mentre i compagni di barcone del “coadiutore ai carrelli” si spezzano la schiena dieci ore filate a raccogliere pomodori per 30 euro al giorno, lui si limita a spingere un carrello per pochi metri, e al massimo aiuta il compratore a sistemare le borse in macchina. A fine giornata, però, il suo incasso non è mai inferiore ai 100 euro. Me lo ha confidato un tunisino che dopo averlo fatto per anni ha rivenduto il ‘posto’ a un altro. “E’ giusto – mi ha detto – perché a suo tempo il posto l’avevo pagato anch’io, e in più davo un tanto al mese all’organizzazione per difendermi dai prepotenti che vorrebbero rubarlo con la forza”. Capito? C’è anche “l’organizzazione” che protegge. E adesso a Roma un nigeriano, Leonard, giunto via Libia coi barconi, ha fatto causa di lavoro alla Coop perché, dopo aver svolto per un tot quel ‘servizio”, pretende di essere assunto. “E’ un lavoro coordinato – dice – i padroni mi dicevano dove mettere i carrelli”. La faccia tosta è palese, ma Leonard ha capito come funziona in Italia, perché i Cobas lo hanno subito difeso. Tremila euro al mese esentasse non gli bastano, vuole anche la tredicesima e le ferie. La mutua ce l’ha già, da quando è sbarcato.

collino@cronacaqui.it

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