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IL CASO

Lentini teste al processo per mafia. «Io non ho mai subito estorsioni»

Secondo il pm prestò 100mila euro e non li volle indietro per paura. L’ex calciatore: «No, sono generoso»

Due ore di audizione, molte domande del pm e del giudice, un unico concetto ribadito: «Non ho mai subito estorsioni. Con Alessandro Longo eravamo amici, ma non così tanto da prestargli centomila euro. Glieli diedi, perché sono fatto così. Ma oggi non lo rifarei più, né con lui né con altri». Ieri al processo per ‘ndrangheta “Carminius” è comparso un testimone d’eccezione, l’ex calciatore Gianluigi Lentini. Il pm Paolo Toso ha chiesto più volte all’ex granata in quali rapporti fosse con Alessandro Longo, uno degli imputati, considerato dall’accusa esponente della ‘ndrangheta di Carmagnola, e perché gli avesse prestato centomila euro senza chiederne la restituzione. «Longo e la sua compagna – ha risposto l’ex giocatore di Toro e Milan – mi avevano detto che dovevano comprare delle macchine dalla Germania per aprire una concessionaria. Io sono un generoso e presto i soldi. Non so che cosa fecero col denaro. Non chiesi conto». Sia il pm che il giudice Alberto Giannone hanno fatto notare che di solito, quando uno presta una cifra “considerevole”, poi si informa sulla restituzione.

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