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Il Borghese

L’ennesima vergogna

Possibile che in tempi come questi, con il terrorismo che incombe e le carceri che sono in ebollizione, si possa evadere semplicemente aprendo una porta e scavalcando un cancello? Possibile possa farlo, quasi in scioltezza, una zingara rinchiusa al “Lorusso e Cotugno” (leggi Vallette) con una bimba di un anno e mezzo? E ancora che non esistano misure di sicurezza tali da scongiurare la fuga di una donna che  potrebbe accendere tensioni forti attorno ai
campi rom?
Le domande cadono nel nulla, ma l’evasa non è una persona qualunque perché Laura Sulejmanovic, 22 anni, è finita in carcere con l’accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso. Il 12 maggio con il suo camper ha ucciso Oreste Giagnotto facendo un’inversione in strada dell’Aeroporto, per di più senza patente. Una morte assurda a cui si aggiunge l’estremo affronto, visto che la vittima, quando giaceva sull’asfalto, è stata derubata persino del portafoglio. Ma non solo: la zingarella che è finita nel reparto per le detenute madri con la sua piccina, dimostrando disprezzo non solo per le regole ma per il suo stesso sangue, ieri l’ha abbandonata nella sua cella.
Un’evasione studiata, molto probabilmente assistita da complici pronti ad aiutarla, che ha suscitato l’ira e il dolore dei parenti della vittima che, proprio in quelle ore, stavano dimostrando di fronte alla Prefettura per chiedere provvedimenti contro le violenze e i roghi dei campi rom. Una vergogna, l’ennesima che non trova risposte.
fossati@cronacaqui.it

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