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LA FAIDA. Tre famiglie cacciate a botte da via Germagnano

L’EMERGENZA. Distrutte le casette e sfregiate le donne nel campo regolare

I nomadi “esiliati” costretti a vivere nascosti: «Devastata anche l’abitazione delle suore»

L’appuntamento è nel parcheggio di un supermercato di Torino sud, ultima tappa di un viaggio senza meta di tre famiglie che fino a qualche settimana fa avevano una casa e ora vivono da esuli, dormendo in macchina e cambiando continuamente posto. Sette adulti e nove bambini, un capofamiglia partito dalla Bosnia molti anni fa e tanti figli nati a Torino con la cittadinanza italiana.

«Scrivi che mi chiamo Giovanni – chiede il più anziano -, perché quelli ci vogliono morti». E se “quelli” sono gli stessi che hanno fatto ciò che scorre nelle fotografie sul cellulare, c’è da credergli. Le hanno scattate nel campo nomadi regolare di via Germagnano, quello costruito da un Comune che spese due milioni e 600mila euro per realizzare le casette e altri 200mila euro per ristrutturarle dopo che qualcuno le aveva devastate.

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