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IL FATTO

Le zone gialle anticipate al 26 aprile, un “pass” per muoversi tra Regioni

Si torna a cena al ristorante e a fare sport, da maggio potrebbero riaprire al pubblico anche gli stadi
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Una settimana di anticipo rispetto al previsto. La zona gialla, almeno per chi avrà numeri e indicatori sanitari positivi a supporto, scatterà già dal 26 aprile. Si potrà tornare al bar o al ristorante a pranzo o a cena, purché all’aperto, oppure fare sport, assistere a spettacoli e mostre, spostarsi tra Regioni anche di diversi colori. Purché muniti di un “pass”, che servirà sopratutto a salvare la stagione estiva. Un certificato con cui si dovrà dimostrare di essere stati sottoposti al vaccino, avere un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti o di aver avuto il Covid ed essere guariti.

E dal primo maggio si potrebber anche tornare allo stadio: mille spettatori all’aperto e 500 per gli eventi al coperto, secondo le prime indiscrezioni. Queste alcune delle scelte ispirate da «prudente ottimismo» che il premier Mario Draghi ha annunciato dopo aver ragionato sul rischio di accogliere le richieste di riapertura arrivate giovedì dai governatori. «Con questa decisione il Governo si prende un rischio ragionato – ha spiegato Draghi -. Ovvero, riaprire le attività all’aperto perché i dati del contagio adesso migliorano».

A differenza del passato, si darà precedenza all’attività all’aperto, come la ristorazione a pranzo a cena, ma anche alle scuole, che riapriranno completamente in presenza in zona gialla e arancione, per metà in quelle rosse. Ma il premier ha chiesto altrettanto rigore. «Questo rischio incontra le aspettative dei cittadini e si fonda su una premessa – ha sottolineato il presidente del Consiglio – che quei provvedimenti che governano il comportamento nelle attività riaperte siano osservati scrupolosamente, quindi mascherine e distanziamenti. In questo modo questo rischio si traduce in una opportunità straordinaria non solo per l’economia, ma anche per la nostra vita sociale».

Insomma, non sarà un banco di prova, ma l’occasione di non tornare in lockdown mentre in parallelo continuerà a passo serrato la marcia del vaccino. E proprio l’andamento della campagna ha segnato punto a favore delle riaperture e per anticipare di una settimana le zone gialle. Il Piemonte, già da questa settimana, avrebbe potuto trovarsi tra le Regioni più virtuose sui vaccini e con contagi in calo, ma con molta probabilità il quadro non peggiorerà entro la fine del mese, come auspica Alberto Cirio, soddisfatto dell’annuncio da Roma. «Abbiamo la prova che il nuovo Governo ascolta i territori e le Regioni – ha commentato Cirio -. Non si può più aspettare: dove le attività economiche e commerciali possono riaprire in sicurezza devono poterlo fare»

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