edicola piazza galimberti gn
Cronaca
BORGO FILADELFIA

Le ultime titolari lasciano il chiosco: piazza Galimberti resta senza edicola

L’addio previsto a fine mese. Lo storico giornalaio: «Qui i quotidiani si vendono dagli anni ‘30»

Il sipario calerà il 30 novembre. Quel giorno, Angela e Antonella saluteranno i clienti e piazza Galimberti resterà senza edicola. «Non ce ne andiamo per il calo di affari, che non c’è mai stato – precisa Angela – ma perché non riusciamo più ad andare avanti». Motivazioni personali, che hanno indotto le due donne a lasciare dopo undici anni. L’edicola, in realtà, ne ha molti di più, come testimonia Giovanni Bertacchini, storico edicolante e sindacalista dello Snag: «Risale al periodo 1934-35, poco dopo l’inaugurazione dei mercati generali. Mio padre – racconta – la rilevò nel 1951, io ci ho lavorato dal ‘65 fino al 2008».

Un’edicola che, una volta, era a centro piazza. Un chiosco in muratura, costruito sulla falsariga dei capolinea dei tram perché, in piazza Galimberti, c’erano i capolinea dell’8 e del 21. E lì è rimasto fino a quando non si è spostato sul lato di via Giordano Bruno. Un posto di grande passaggio, che Angela e Antonella, tra loro cognate e originarie della provincia di Salerno, hanno rilevato e rilanciato anche dal punto di vista “umano”. «Abbiamo cercato di instaurare un rapporto con i clienti, quando siamo arrivate – racconta Angela – la gente diceva “buongiorno”, comprava il giornale e andava via. Io e mia cognata abbiamo cercato di cambiare approccio e, con pazienza, ci siamo riuscite».

E infatti, i clienti sono dispiaciuti dall’imminente chiusura. «L’avete combinata grossa», dice, in maniera scherzosa ma un po’ malinconica, una signora mentre ritira il giornale. Le due donne, a dire il vero, a dare via l’attività ci hanno provato. Il chiosco è stato in vendita per due anni, ma nessuno l’ha voluto. Per cui, salvo miracoli degli ultimissimi giorni – «Se qualcuno si fa avanti, ne possiamo ancora parlare» – il 30 novembre finirà l’avventura. E finiranno anche alcuni “rituali” come quello del barista che, tutte le mattine, portava il caffè al bancone delle due edicolanti. La struttura verrà smantellata, con le pratiche che sono già state avviate in Comune.

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