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Cronaca
SETTIMO TORINESE

Le telecamere non bastano: la discarica “rinata” in 6 mesi

Vanificata la bonifica costata decine di migliaia di euro

Non sono bastate le telecamere di sorveglianza, migliaia di euro spesi nella bonifica e neppure i giorni di lockdown per fermare la rinascita della discarica lungo la strada Cebrosa a Settimo.

Su queste colonne avevamo denunciato la situazione della pista ciclabile lungo la strada nel tratto che, costeggiando la linea ferroviaria collega la zona industriale di Settimo alla “Regione Gli Stessi”, a pochi metri dal confine con Torino, la stazione Stura e i capannoni di strada Cebrosa. In poco tempo centinaia di chili di rifiuti erano stati abbandonati proprio lungo la ciclabile costringendo i ciclisti a deviare il loro percorso. Poi, dopo la fine di un lungo iter che ha visto il Comune intervenire spendendo decine di migliaia di euro, nel luglio dello scorso anno la zona era stata ripulita con la contemporanea installazione delle telecamere. Ora a distanza di poco, come in un poco divertente Monopoli, si è tornati alla casella di partenza. Nello stesso punto dove si era creata una montagna di immondizia al momento fanno brutta mostra di sé una vasca da bagno e diverse vecchie porte, residui di qualche recente ristrutturazione. Più avanti, avvicinandosi al confine con Torino la situazione peggiora con vari punti pieni di rifiuti che scollinano anche nei campi coltivati. Il massimo del degrado però si raggiunge proprio sul confine, dove termina la videosorveglianza settimese che non ha comunque scoraggiato gli “abbandonatori”. Qui, lungo il rettilineo che costeggia l’autostrada decine di sacchi neri, materiale edilizio e rifiuti di ogni genere hanno persino ostruito la sede stradale.

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