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Le tartarughe arrivano sul Po: «Ma è vietato abbandonarle»

Gli esemplari avvistati lungo le sponde: «Non è il loro habitat»

Fino a poche settimane fa erano i laghetti della Pellerina, e quelli di piazza d’Armi, a ospitare le tartarughe abbandonate di proposito dai cittadini. Tante, forse troppe. Al punto da contrarre persino la leptospirosi dai ratti. Oggi una nuova segnalazione mette “nei guai” anche le sponde del Po dove alcune tartarughe sarebbero state avvistate negli ultimi giorni. Chi le ha viste ha subito pensato all’abbandono volontario. Da parte di cittadini che hanno deciso di disfarsi del proprio animale domestico semplicemente restituendolo al suo ambiente naturale.

Da un lato l’idea non appare così illogica: la tartaruga ha bisogno di un habitat come quello. Peccato che gli animali abituati ad una vita da acquario impieghino tempo ad adattarsi alla loro nuova casa e, se sopravvivono, possono causare un nuovo problema, legato al loro sovrannumero. Sul lungo Po, inoltre, ci sono anche le nutrie. Anche se soggette da tempo a interventi di cattura e sterilizzazione.

Ma la moltiplicazione delle tartarughe, tornando al problema principale, altera l’habitat dei laghetti e delle sponde e crea non pochi grattacapi. «Servirebbe un maggiore controllo delle tartarughe – commenta il vicepresidente della Circoscrizione 7, Ernesto Ausilio -. Ad oggi, non c’è un censimento ma l’evidenza mostra che gli abbandoni continuano e che le tartarughe ormai sono tantissime in tutta la città».

La legge dice che lasciare questi animali in un lago è vietato, e che bisogna piuttosto consegnarli alle associazioni che si occupano della protezione degli animali. Ma in pochi lo fanno; i più credono di fare il bene della tartaruga lasciandola sguazzare nel laghetto, all’avventura. Certo, c’è anche da dire che i controlli sono pressoché nulli. E questo facilita, da sempre, i furbetti.

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