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L’inchiesta

Le strane festività dei torinesi: «Triste brindisi senza parenti»

Il Covid cambia le abitudini: «Ma è assurdo stare lontani da fidanzati e nipoti»

I torinesi si apprestano a festeggiare un Natale decisamente anomalo. Tra le tante restrizioni imposte dal governo per contrastare la diffusione del Covid, quella che desta problemi un po’ a tutti è il divieto di varcare i confini del proprio Comune per poter celebrare le feste con i “congiunti” che vivono altrove. In molti dovranno rinunciare a scambiarsi gli auguri di persona e a condividere brindisi e panettoni, ma in generale tutti sembrano d’accordo con le misure governative e assicurano il rispetto delle regole. Seppur con una certa riluttanza.

Marzio Tomassetti, 76 anni, è padre di tre figli e nonno di cinque nipoti che vivono tra Monza e Villanova d’Asti. «Quest’anno purtroppo non potremo riunirci di persona e dovremo condividere le gioie del Natale attraverso lo schermo di un pc. Per me e mia moglie è una gran fatica perché non siamo pratici con questi programmi digitali». Qualcuno inoltre non potrà vedere neppure il partner con cui non condivide l’abitazione. È il caso di Roberto Puleo, 51 anni: «Dovevano tenere aperti i confini. Passerò questo Natale in solitudine perché la mia compagna abita ad Avigliana. È assurdo che si adotti lo stesso parametro per città e paesi che hanno dimensioni diverse».

Il problema si pone anche per i genitori separati. Daniela Paglierini ad esempio non potrà regalare a sua figlia la gioia di riabbracciare il padre: «Mia figlia è molto dispiaciuta di non poter rivedere suo papà che vive in Emilia Romagna. Paghiamo ingiustamente le conseguenze di una sanità che non funziona». Nonostante il disagio, per tutti bisogna comunque mettere la salute al primo posto. E c’è chi ha già digerito l’idea di non festeggiare. «Sono un medico ospedaliero e a Natale lavorerò. È necessario mantenere le misure restrittive per sconfiggere il virus» spiega il dottor Marino Bonasso. Anche per Chiara Stratta, 45 anni, è corretto rispettare il regolamento imposto: «Passerò il Natale con la famiglia perché è meglio essere prudenti – spiega -, ma questo governo sta facendo scelte poco coerenti».

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