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Cronaca
IL CASO

Le strade sono insicure: tra rapine e borseggi 34 assalti ogni giorno

La questura fa il bilancio dell’anno appena finito

I reati a Torino e provincia diminuiscono ma una semplice passeggiata, soprattutto in certi quartieri della città, sta diventando molto rischiosa.

L’inizio del nuovo anno è stato salutato, come da tradizione, dalla diffusione, da parte della questura, dei dati relativi alle attività delle forze dell’ordine nel corso dei 12 mesi precedenti. Numeri che confermano la tendenza degli ultimi anni di una lenta ma costante diminuzione del numero di reati denunciati in provincia. Con l’eccezione, ovviamente, dell’anno della pandemia e dei lockdown, quando anche i malviventi furono costretti a rallentare notevolmente le proprie “attività”. Nel 2022 i delitti commessi sono stati 108.459, contro i 111.515 dell’anno precedente, mentre nel 2019 – ultimo anno prima della pandemia – furono 116.454. «Il dato in calo – ha evidenziato il questore, Vincenzo Ciarambino – non deve soddisfarci, in tutte le periferie è ancora forte il sentimento dell’insicurezza. Le periferie vanno coltivate e seguite, vanno pianificati progetti decennali che puntino al ripristino delle condizioni essenziali, penso all’illuminazione, alle aree verdi». E proprio le periferie sembrano essere il terreno fertile per un notevole incremento della criminalità giovanile, che sarebbe alla base del dato più preoccupante emerso dall’analisi dei numeri: il totale di scippi, borseggi e rapine in pubblica via è stato infatti di 12.479, contro i 10.034 del 2021, per un incremento addirittura del 24%. Per far capire l’enormità del numero, in media significa 34 aggressioni al giorno, ben più di una all’ora. «È un fenomeno che si osserva non solo a Torino ma con tendenza nazionale – sottolinea il questore – e collegato a quello delle baby gang e, più in generale, delle bande giovanili. A Torino il maggior numero di questi reati lo registriamo in centro e a San Salvario e quartieri limitrofi. Nei primi mesi dell’anno ci ha preoccupato ma l’ottimo lavoro svolto dall’Arma dei carabinieri e dal nostro commissariato Centro, che hanno identificato centinaia di questi giovani, sta portando i suoi frutti. Le indagini però non bastano, serve la prevenzione e anche per questo, ad esempio, diamo indicazione alle nostre volanti di accendere i lampeggianti per rendere più visibile la propria presenza e scoraggiare eventuali malintenzionati».

Altro dato che preoccupa è l’incremento di violenze sessuali (282, pari al +33%) e degli atti sessuali con minorenne (solo 22, ma 22% rispetto al 2021). A fare da contraltare c’è il crollo nel numero degli omicidi degli omicidi volontari (appena 5, pari al -73,68%) e la diminuzione delle minacce (-12%), dello sfruttamento della prostituzione (-6,45%), delle truffe informatiche (-16%) dei furti sulle auto in sosta (-17%) e di quelli negli appartamenti (-8,5%). Crolla anche la quantità di hashish e marijuana sequestrata (-92%) mentre si deve registrare il ritorno dell’eroina (129%) e il boom delle droghe sintetiche (705%). Cala infine il numero di arresti (-14%) con il 9% in più di denunce in stato di libertà. Sono state 104.762 le richieste di aiuto al 112, soprattutto per liti, disturbi e furti. Non è stato fornito il dato delle truffe agli anziani, definito comunque dal questore «un reato odioso, contro il quale ci stiamo impegnando strenuamente».

L’occasione è stata utile anche per fare il punto sulla spinosa questione passaporti. La fine della pandemia ha spinto 70.486 torinesi a chiedere il documento, contro i 37mila dell’anno precedente. Un dato che spiega, in parte, i lunghi tempi di attesa: «Sono ottimista – conclude il questore – nel 2023 penso che le domande diminuiranno e questo ci aiuterà a rientrare nella normalità. In ogni caso, continueremo fino a maggio con le aperture straordinarie dell’ufficio passaporti per venire incontro alle esigenze di chi ha urgente bisogno del documento».

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