La sorgente del Po sul Monviso: è in secca da settembre
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L’allarme

OTTOBRE AFRICANO. Sorgenti del Po in secca e week-end con massime a 30 gradi. Il Piemonte rischia l’emergenza idrica

Preoccupa l’assenza di acqua (non piove da un mese) e l’azzeramento di nevai e ghiacciai. Con il gran caldo torna anche l’allerta incendi

Da oltre un mese senz’acqua, ci vorrà del tempo prima che le sorgenti del Po, sul Monviso, tornino a zampillare. A lanciare l’allarme è Stefano Fenoglio, collaboratore del Parco del Monviso e docente di Ecologia fluviale all’Università del Piemonte orientale. “Non basterà un temporale, per rivedere la sorgente ‘originale’ bisognerà attendere la prossima primavera – dice -. Una questione preoccupante per l’azzeramento di molti nevai e ghiacciai, e la mancanza totale di pioggia da mesi”.

LA FONTE A PIAN DEL RE E’ IN SECCA
La fonte a Pian del Re (2.020 metri di quota), un anfratto tra le rocce contrassegnata dalla storica scritta del Cai “Qui nasce il Po“, è in secca da inizio settembre. Nell’ultimo mese in Val Po, come in gran parte del Piemonte, si sono visti pochi millimetri di pioggia. Il fenomeno preoccupa il Parco del Monviso, che ha dato il via ad un osservatorio permanente sui fiumi alpini con le Università del Piemonte Orientale e di Torino e con il Politecnico di Torino. A coordinarlo è lo stesso Fenoglio.

PREOCCUPA LA SITUAZIONE DI 17 FIUMI
“In Piemonte siamo abituati ad avere acqua tutto l’anno – dice – eppure le recenti osservazioni ci dicono che 17 corsi d’acqua hanno ormai portate d’acqua stagionali, con mesi di secca completa. Si comportano insomma come fiumi ‘Mediterranei’ e non come fiumi ‘alpini'”.
OTTOBRE AFRICANO: PREVISTI 30 GRADI NEL WEEK END
Emergenza idrica a parte, è il caldo anomalo di questo strano “ottobre africano” a fare notizia in Piemonte, soprattutto di questi tempi. È probabile, infatti, che nel prossimo week-end si arrivino addirittura a toccare i 30 gradi dopo i 25 registrati oggi nel centro di Torino dalla rete di Arpa, e i 27 dell’Alessandrino. Le previsioni sembrano indicare, infatti, un ulteriore balzo termico tra domani e domenica.

TORNA L’EMERGENZA INCENDI
A fronte di questi aumenti, lo zero termico resterà per giorni attestato attorno ai 4.000 metri di quota, con l’assenza totale di piogge e venti molto deboli, provenienti da Sud. Un quadro pessimo che aggrava, e non di poco, la siccità, e fa elevare al massimo il livello di allerta per gli incendi boschivi.

 

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