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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Le scuole sono indifese

Ci sono situazioni che fanno un gran rumore, magari accompagnate da qualche video che genera sdegno e indignazione, magari in misura tanto maggiore quanto più si è lontani dal problema – ossia, contrariamente a quanto si crede, si infuriano coloro che nelle periferie non si avventurano da tempo, per esempio i frequentatori dei palazzi della politica -, il tutto in una semplificazione esagerata dei problemi. Il caso del ragazzo che a petto nudo ne insegue un altro, armato di coltellaccio, per le strade di Barriera, ne è un esempio. Lo show del soggetto nell’aula di tribunale ne fotografa il disagio ben più della pericolosità; la scoperta del suo curriculum soltanto alla seconda udienza, in compenso, è uno show condiviso tra magistratura e forze dell’ordine, che dimostra la difficoltà di identificare e punire, o assolvere, con cognizione di causa e non per sommarie informazioni. Poi ci sono situazioni che di rumore ne fanno molto meno, anche se colorate e piene di musica, come la sfilata di bambini e insegnanti delle scuole prese di mira dai ladri. E’ un urlo gioioso quello di questi ragazzi, ma non per questo meno furente: chi ruba a scuola, porta via pezzi di futuro. Un tablet, un computer che dai ricettatori valgono pochi spiccioli hanno un valore ben più elevato per chi, per varie ragioni, ne può beneficiare magari soltanto in classe. Rubare nelle scuole è facile, perché sono letteralmente indifese, e questa non è una metafora. Qui sì che qualche decina di telecamere servirebbe, più che a fissare gruppetti di manovali dello spaccio per le strade, con le difficoltà investigative di cui sopra. Inseriamo anche questo punto nell’agenda dei prossimi vertici sulla sicurezza, magari meno mossi dall’emotività di un video shock?

andrea.monticone@cronacaqui.it

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