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Cronaca
SAN SALVARIO

Le riprese della serie Tv cacciano gli spacciatori dalle vie di San Salvario

L’amica geniale 4 fa sparire per un giorno i fumatori di crack da via Nizza

C’è voluto il cinema per cacciare – solo per due giorni, quelli delle riprese de L’amica geniale 4, la fiction di Rai 1 – i tossici di crack ed eroina che stazionano con fare aggressivo, ogni sera, sui gradini dei palazzoni delle Ferrovie e delle Poste tra Porta nuova e Largo Marconi, a fianco della pista ciclabile di via Nizza. Per tutta la giornata di ieri (e oggi si continua) una dozzina di furgoni hanno occupato la carreggiata della via, sul lato delle ferrovie. Un centinaio di persone, tra attori e comparse (con abiti novecenteschi) hanno camminato lungo la tratta pedonale a fianco della ciclabile, provando le scene. Davanti ai civici 10 e 12 un gazebo con caffé e the caldo dava ristoro agli attori in pausa. L’allegro via vai ha animato da domenica sera via Nizza, generando quello che i residenti considerano un piccolo miracolo: per due sere i fumatori di crack hanno (quasi) smesso di occupare quegli spazi.

Alcuni rifugi costruiti con i cartoni, usati come nascondigli per bucarsi, sono spariti. Ieri ne campeggiava solo uno, davanti a registi ed operatori, all’altezza dei civici 10 e 12. Su un altro gradino qualcuno aveva lasciato una bottiglia di plastica, di solito usata per fumare il crack.

«I tossici bivaccano qui da anni e nessuno fa niente – commenta un’anziana – la sera c’è da avere paura. Solo il cinema è riuscito a mandarli via, ahimè per poco».

Sono tanti i pendolari e gli studenti che ogni pomeriggio, quando viene buio, da Porta nuova camminano verso corso Marconi guardandosi alle spalle. «Sono sempre in quattro o cinque – racconta una ragazza che ieri si è fermata ad osservare le riprese – si siedono sui gradini dove c’è lo sportello per prelevare, o più in là, e si drogano davanti a tutti. Urlano se qualcuno passa davanti a loro. Io ho paura, perché spesso hanno bottiglie di vetro in mano e sono aggressivi. Nessuno li ha mai mandati via». Le casette costruite con pezzi di cartone e legno – dove ci sono gli ingressi del palazzo delle Poste – sono diventate rifugi permanenti per disperati, in mezzo al degrado.

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