bambine svanite
Cronaca
IL GIALLO. Svanite nel nulla il 30 giugno da Caselle

«Le porto io all’asilo»: e la mamma scompare con le sue 2 bambine

Le piccole, di 3 e 5 anni, a scuola non sono arrivate. Il marito ha presentato una denuncia dai carabinieri

Una mattina qualunque, un saluto veloce. «Le porto all’asilo». La porta che sbatte, vociare di bimbe che scendono le scale. L’ultimo ricordo che un padre ha delle sue bimbe coincide con l’inizio di un giallo ambientato a Caselle ancora senza finale. Perché da quando la porta si è chiusa sono letteralmente scomparse. Come inghiottite nel nulla, assieme alla madre. Fuggita? Forse. Ma perché non ha portato con sé anche la figlia più grande? Perché, per quattro mesi, non si è fatta sentire? E di cosa vive? Dove? Con chi? Tutte domande per ora senza risposte certe. E una denuncia ai carabinieri della città dell’aeroporto che diventano il punto di partenza per cercare di capire. Con una ipotesi di reato: sottrazione di persone incapaci.

Sono le 7 di mattina del 30 giugno scorso. Daria e Lucia, 3 e 5 anni, vestite entrambe con pantaloncini rossi e maglietta a maniche corte rosa chiaro, escono di casa, in viale Aceri, mano nella mano con la madre, Alina Pop, 30 anni il prossimo novembre. Per arrivare a scuola, in piazza Boschiassi, c’è mezzo chilometro, cinque minuti a piedi. «Ma qui non le abbiamo viste», diranno le maestre al papà, Lucian Aurelian Pop. E lui va dai carabinieri. «Alina potrebbe essere fuggita con un altro uomo che ora le impedisce di parlare con me». Un’ipotesi che si regge sull’unico contatto avuto con la moglie in questi mesi di angoscia e disperazione: un messaggio su Watshapp scritto in rumeno: «Non cercarmi più, ora sto bene, ho un’altra famiglia». Allegata la foto di un uomo che tiene in braccio Lucia, da qualche parte in campagna. Il numero da cui parte il messaggio è quello della moglie. Se l’abbia mandato lei non è noto. Certo, invece, che da quel momento, alle 10 del primo luglio, il telefono non suona più. E mamma e bambine diventano fantasmi.

Lucian Aurelian, che adesso si è rivolto all’avvocato Vincenzo Coluccio, è disperato. Devastato nell’anima. I brutti pensieri si insinuano nella mente come tarli. L’unica spiegazione che riesce a darsi è che la moglie abbia deciso di cambiare vita, spinta dalle difficoltà quotidiane, tra mille privazioni dovute alle loro difficoltà economiche. E quell’uomo della foto? Lucian Aurelian è riuscito a risalire a un nome e a un profilo Facebook. Quel tale, il 9 luglio, ha postato una immagine con sua moglie, nelle “informazioni” ha inserito “inizio di una relazione”. Con un cuoricino. Il cuore di Lucian invece è spezzato. Quello della figlia rimasta con lui pure. Vorrebbe anche lei riabbracciare la mamma e le sorelline. O almeno avere la certezza che stiano bene.

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